GIUSTIZIA. Class action, Altroconsumo scrive al Governo: no a discriminazioni cronologiche

Altroconsumo ha lanciato un appello online (consultabile sul sito dell’associazione) per l’entrata in vigore entro il 1 luglio 2009 della normativa sulla class action in Italia. L’associazione ha scritto oggi al Governo, ai Presidenti di Camera e Senato e della Commissione Giustizia presso la Camera dei deputati chiedendo chiarezza sulle intenzioni di produrre anche per il nostro Paese un testo di legge per l’azione collettiva risarcitoria.

Ad oggi il percorso legislativo che si sta seguendo è tortuoso e frantumato in tre rivoli – scrive Altroconsumo – c’è un disegno di legge pendente alla Camera, il decreto "milleproroghe" in corso di conversione e un emendamento del Governo presentato al Senato su un altro disegno di legge.

Un consumatore danneggiato dal comportamento illecito di un’azienda subisce un danno talvolta poco rilevante economicamente. Spesso subentra un atteggiamento remissivo da parte del singolo. La portata economica del danno diventa rilevante se si somma l’impatto che il comportamento illecito produce sulla collettività dei consumatori, e sull’efficienza del mercato. Le azioni collettive risarcitorie, la class action, non sono una minaccia per le imprese, ma uno strumento efficace di controllo diffuso del rispetto delle regole e della responsabilità sociale dell’impresa. Uno strumento che già esiste in Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lituania, Olanda, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia e Regno Unito.

Per Altroconsumo non deve esserci legittimazione esclusiva per pochi a intraprendere un’azione collettiva ma l’iniziativa deve poter essere allargata al più ampio numero di soggetti. La class action dovrà essere applicabile a tutti i consumatori vittime di illeciti diffusi, senza discriminazioni di tipo cronologico.

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