GIUSTIZIA. Class action, Landi: “La Legge è una farsa”

Dopo anni di iniziative e di battaglie da parte delle Associazioni dei consumatori, anche l’Italia ha una class action, entrata in vigore il 1° gennaio 2010. In realtà la class action dovrebbe essere un semplice strumento in mano ai consumatori, che possono così sentirsi maggiormente tutelati in un rapporto completamente asimmetrico, quale è quello tra l’utente e l’azienda. Ma la Legge n. 99 del 23 luglio 2009, introdotta nell’ordinamento italiano, tutto fa fuorché raggiungere questo scopo.

"L’attuale testo di legge sulla class action è una farsa, perché è completamente inefficace" ha detto Paolo Landi, Segretario generale di Adiconsum, introducendo il seminario che si è svolto oggi a Roma, dal titolo "Mobilità. Class action e le recenti novità normative", organizzato da Federmobilità. Dunque Landi è stato chiarissimo: mentre tutti gli altri Paesi europei si sono dotati di una legge sul risarcimento collettivo semplice ed efficace (lo hanno fatto addirittura la Grecia e il Portogallo), l’Italia resta indietro, anzi ha elaborato una norma che, oggettivamente, non serve a nessuno.

Il primo problema è proprio quello giuridico, che prevede un risarcimento identico per un danno identico. "Ma questo – spiega il Segretario generale di Adiconsum – nella realtà è impossibile perché esistono situazioni omogenee, ma non identiche". Il secondo problema è rappresentato dal fatto che chi promuove la class action viene gravato del rischio del pagamento del risarcimento punitivo, nel caso in cui la causa non vada a buon fine, e del pagamento dei costi di pubblicità dell’azione. Infatti, il testo di legge prevede proprio che il soggetto proponente sia in grado di far fronte ai costi giuridici e di pubblicità dell’azione. La pubblicità è diversa dalla semplice informazione e le Associazioni dei consumatori dovrebbero, invece, sostenere i costi di vere e proprie campagne pubblicitarie. Terzo punto critico delle legge riguarda il risarcimento: se la causa va a buon fine, per i servizi il risarcimento previsto è quello definito dalle carte dei servizi, quindi assolutamente limitato.

"Purtroppo con il processo di liberalizzazione che ha investito quasi tutti i settori, la tutela del consumatore ha perso molto – ha spiegato Landi – Ormai le pratiche commerciali sleali dilagano e il consumatore è sempre più solo di fronte ad esse". Il Segretario generale di Adiconsum ha elencato i mezzi attualmente a disposizione del consumatore: "C’è la possibilità di mandare un reclamo all’azienda, ma spesso non si ottiene risposta; c’è la possibilità di conciliare direttamente con l’impresa, in base ad un protocollo che noi Associazioni dei consumatori stiamo stipulando con le maggiori società, in tutti i settori. Ad oggi è questa la strada che noi stiamo percorrendo perché con la conciliazione c’è un grande risparmio di costi e c’è la possibilità di risolvere problemi individuali".

Per quanto riguarda il settore dei trasporti, caratterizzato da ritardi, disservizi e da una serie di pratiche commerciali sleali e clausole vessatorie, Paolo Landi ha fatto una richiesta: "Abbiamo bisogno di un’Autorità che sia indipendente e terza, e che regoli la mobilità a livello nazionale per evitare il proliferare di tante normative locali disomogenee". Per tutti gli altri settori Landi ha lanciato la sua sfida: negoziare direttamente con le aziende per cercare di ottenere standard di qualità più elevati in tutti i servizi; elaborare carte di servizio e monitorare che queste siano rispettate.

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