GIUSTIZIA. Class action, Senato vota: addio alla retroattività

L’Aula di palazzo Madama ha votato il via libera alla class action non retroattiva. L’Assemblea, ha approvato, infatti, con il parere favorevole del relatore Antonio Paravia (Pdl), l’emendamento del senatore del Pdl, Alberto Balboni, al disegno di legge di sviluppo che elimina la retroattività dell’azione collettiva risarcitoria per gli illeciti compiuti a partire dal 30 giugno 2008.

L’emendamento, dunque, prevede l’applicabilità dello strumento legale solo "agli illeciti compiuti successivamente all’entrata in vigore della presente legge".

"È vietato ribellarsi per i comportamenti fraudolenti, scorretti e vessatori delle imprese, perchè i cittadini potrebbero essere pesantemente sanzionati dal giudice che rilevasse l’eventuale inammissibilità della domanda». Il senatore dell’Italia dei Valori Elio Lannutti, commenta così l’emendamento approvato. "Governo e maggioranza – accusa il presidente dell’ Adusbef – hanno ribaltato la filosofia della class action tutta a vantaggio dei poteri forti: banche, assicurazioni, grandi imprese, Confindustria che hanno palesemente dettato la nuova normativa rendendola, di fatto, inutilizzabile dai cittadini".

"A questo punto i consumatori preferiscono rinunciare alla class action". Lo afferma, in una nota, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi che aggiunge. "Dopo la decisione di Palazzo Madama invitiamo il Parlamento a cancellare del tutto il disegno di legge sulla class action. Dal canto nostro proseguiremo a intentare migliaia di cause individuali contro le imprese – ammonisce – e tanto peggio per loro che saranno costrette a sostenere costi ben più elevati rispetto alle cause collettive".

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