GIUSTIZIA. Class action, i commenti delle Associazioni

Cosa ne pensano le associazioni dei consumatori della class action da poco entrata in vigore nel nostro ordinamento? "Si tratta di una straordinaria opportunità che l’ordinamento mette a disposizione dei consumatori troppo spesso offesi dalle scorrettezze del mercato, ma andrà usata con moderazione", dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, che auspica, al di là dell’effetto annuncio, "un diverso modo di fare consumerismo, non barricadiero né giustizialista, ma costruttivo e giusto. E’ per questo che le organizzazioni dei consumatori davvero interessate alla concreta tutela dei cittadini dovranno essere capaci di scegliere azioni accessibili e realizzabili in tempi brevi, per dare all’opinione pubblica la prova della concreta utilità delle azioni di classe disciplinate dall’art. 140-bis del Codice del consumo".
"Confido nel senso di responsabilità di tutte le parti in causa (imprese, rappresentanti dei consumatori, magistratura, autorità di vigilanza e mezzi di informazione) perché le azioni di classe siano occasione di un confronto maturo e serio nella prospettiva di riequilibrare la debolezza dei cittadini, troppo spesso tradito dallo strapotere del mondo imprenditoriale", conclude Dona.

Più severo il giustizio di Adiconsum che giudica il nuovo strumento "inefficace e inutilizzabile". "A differenza degli altri Paesi dove con questo strumento è stato possibile contrastare i raggiri, le truffe o le pratiche commerciali scorrette garantendo ai consumatori vittime un adeguato risarcimento, non sarà così in Italia".

Il testo approvato dal Parlamento – spiega l’Associazione – è una normativa inefficace, inutilizzabile sia nel caso della speculazione sulla pasta, che dei ritardi dei treni o degli addebiti in bolletta per servizi non richiesti, e neanche nel caso degli aumenti delle commissioni venuti alla luce con l’indagine dell’Antitrust.

Essa, infatti, presuppone l’esistenza di interessi identici e prevede costose spese di pubblicità per chi l’attiva, difficoltà nel presentare le proprie richieste di risarcimento e soprattutto risarcimenti simbolici. A questo punto per essere risarciti meglio la tradizionale strada del ricorso al giudice di pace o un ricorso plurimo.

Adusbef e Federconsumatori fanno cenno alla prima azione di classe notificata nei confronti di Unicredi e Intesa SanPaolo: "Condividiamo la presa di posizione ma sia per la delicatezza della questione e sia perché è la prima volta che nel nostro paese si possono utilizzare strumenti simili, sentiamo l’esigenza di una analisi ben più precisa, ben più approfondita e massimamente circostanziata, al fine di non fare il gioco delle parti di cui si vogliono contrastare scorretti comportamenti. Anche per questo che considereremmo positivo la costituzione di un vasto fronte associativo per una battaglia non solo da farsi, ma da vincere".

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