GIUSTIZIA. Class action, il sogno dei consumatori. Il punto in un convegno a Roma

Si è tenuto ieri il convegno dal titolo "Class Action e Tutela dei Consumatori" organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori e dal Gruppo misto del Senato della Repubblica, con la partecipazione delle associazioni Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Cittadinanzattiva. Molti gli aspetti presi in esame e le problematiche trattate per giungere – per dirla con le parole del moderatore del convegno Massimiliano Dona, segretario dell’UNC – alla definizione di un progetto "serio e credibile che mira all’inserimento nel nostro ordinamento di un’azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori".

Il prof. Sergio Chiarloni, docente ordinario di diritto processuale civile – ha espresso la propria contrarietà all’introduzione tout court nel nostro ordinamento dello strumento della class action americana. Per questo – spiega – sarebbe meglio parlare piuttosto di "evoluzione dell’azione risarcitoria collettiva". Il Professore, inoltre, ha analizzato evidenziando le opportune differenze due dei vari progetti di legge (Maran – Bersani) che – come egli stesso ricorda – sono tutti espressione della maggioranza di governo.

Ma vediamo queste differenze: la prima riguarda i soggetti legittimati ad agire che, nel caso del disegno di legge governativo (n. 1495) sono le associazioni dei consumatori, le associazioni dei professionisti e le camere di commercio mentre la proposta di legge che ha come primo firmatario l’on. Alessandro Maran (n. 1289) ne restringe il campo ammettendo ad agire esclusivamente le associazioni dei consumatori e degli utenti inserite nell’elenco del ministero delle Attività Produttive (Cncu). Ed è proprio sulla definizione di questi soggetti che si è aperto il dibattito – dentro le aule parlamentari ma anche nel corso del convegno di ieri – Alla necessità, contestata, di offrire questa possibilità anche ad altre associazioni riunite nel "Coordinamento delle Associazioni Esponenziali di Tutela degli Interessi Collettivi Specifici non compresi nel DDL Bersani sulla Class Action" ha risposto Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino, che ha invitato ad un’attenta riflessione circa il pericolo che possano proliferare associazioni rappresentative, non già di interessi collettivi, bensì di "interessi singoli o di pochi".

L’altra differenza – spiega il prof. Chiarloni – ha riguardo all’oggetto del processo: nel ddl Bersani si parla di "…atti illeciti commessi nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti, di atti illeciti extracontrattuali, di pratiche commerciali illecite o di comportamenti anticoncorrenziali sempre che ledano una pluralità di consumatori o di utenti". La proposta Maran, invece, sembra più "specifica" in quanto si parla di "atti illeciti plurioffensivi commessi nell’ambito di rapporti giuridici relativi a contratti conclusi secondo le modalità previste dall’art.1342 cc (contratto concluso mediante moduli o formulari) ivi compresi quelli in materia di credito al consumo, rapporti bancari e assicurativi, strumenti finanziari, servizi di investimento e gestione collettiva del risparmio sempre che ledano una pluralità di consumatori o di utenti". L’articolo in questione procede escludendo dall’oggetto della class action i settori nei quali sono previste apposite procedure di conciliazione o arbitrali.

L’avvocato Paolo Fiorio – responsabile area legale Movimento Consumatori – ha messo in luce come sia urgente l’introduzione di un simile strumento nel nostro ordinamento" dal momento che l’attuale sistema di responsabilità civile è "inadeguato" in quanto non soddisfa, tra l’altro, l’esigenza di contenimento dei costi della giustizia. Attualmente – spiega Florio – la legge 281/1998 ora Codice del Consumo riconosce alle associazioni dei consumatori la possibilità di richiedere al giudice l’azione inibitoria (che ha essenzialmente carattere preventivo). Attraverso la citazione di diverse sentenze, Florio ha evidenziato il fatto che l’applicazione di detta norma è stata nel tempo assai vasta.

Ma a che punto dell’iter parlamentare si sono fermate le varie proposte? L’intervento dell’on. Maran è servito appunto a chiarire questo aspetto: attualmente tutte le proposte sono all’esame della II° Commissione Giustizia della Camera dei Deputati che ha svolto l’iter preliminare della presentazione dei PDL a cura del relatore On. Alessandro Maran (Ulivo) e una serie di audizioni informali di varie associazioni rappresentanti consumatori (ADUC, SITI, ADICONSUM, ADUSBEF etc.) e soggetti del mondo economico (Confindustria, FederFarma, ANIA etc.). L’intenzione di procedere all’approvazione – ha sostenuto l’Onorevole – sì è esplicitata anche nel fatto che l’introduzione dell’azione collettiva è rientrata tra i 12 punti sui quali all’inizio di quest’anno il Governo ha posto la fiducia".

 

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