GIUSTIZIA. Consiglio d’Europa: eccessiva durata dei processi in Italia, va ancora trovata soluzione

In Italia va ancora trovata una soluzione definitiva all’eccessiva durata dei processi. È quanto sottolinea il Consiglio d’Europa che si è pronunciato sull’esecuzione delle sentenze della Corte europea dei Diritti dell’uomo relative all’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari, compresi quelli per bancarotta. Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha infatti adottato, la scorsa settimana, una nuova risoluzione riguardante l’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, che fa seguito a due risoluzioni precedenti.

"Il Comitato dei Ministri – informa una nota – ha osservato con interesse lo stato di avanzamento delle misure adottate fino ad ora nell’ambito dei procedimenti civili, penali e amministrativi. Ha tuttavia sottolineato che, considerato il notevole arretrato giudiziario in campo civile e penale (circa 5.5 milioni di casi civili e 3.2 milioni di casi penali), nonché in campo amministrativo, una soluzione definitiva al problema strutturale della lunghezza dei procedimenti deve essere ancora trovata". Da qui l’appello del Comitato alle autorità italiane "affinché continuino a impegnarsi attivamente nel garantire la rapida adozione delle misure già stabilite in materia di procedimenti civili e penali, e nell’adottare quanto prima misure ad hoc volte a ridurre l’arretrato giudiziario in ambito civile, penale e amministrativo".

Il Comitato dei Ministri "ha inoltre osservato che la riforma del 2006 riguardante i procedimenti di bancarotta ha contribuito a ridurne il numero e ad accelerarli, riducendo la fase di verifica dei crediti" e dunque ha sollecitato le autorità italiane a continuare nell’impegno per garantire che la riforma acceleri i procedimenti di bancarotta.

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