GIUSTIZIA. Corte Cassazione: “Meno grave rubare un bancomat”

Rubare un bancomat è meno grave che rubare una carta di credito. E’ la sentenza della Corte di Cassazione (quinta sezione penale, sentenza n.25870) che si è espressa su una sentenza della Corte d’appello di Bologna che aveva condannato a 8 mesi di reclusione e al pagamento di 200 euro di multa un uomo per concorso in furto aggravato di un portafogli e del suo contenuto, senza concedergli alcuna attenuante perchè tra la refurtiva vi era anche una tessera bancomat.

I giudici della Corte hanno accolto il ricorso dell’imputato, annullando la sentenza di secondo grado limitatamente al mancato riconoscimento dell’attenuante, rinviandola ad altra sezione della Corte d’Appello di Bologna. "La tessera bancomat – si legge nelle motivazioni – non ha valore in se’, ma unicamente quale strumento per il prelievo di fondi depositati presso un istituto bancario. Conseguentemente, se il ladro non e’ a conoscenza del codice relativo alla predetta tessera, la sua sottrazione cagiona al legittimo titolare un danno patrimoniale trascurabile, consistente nelle spese per ottenerne il duplicato o l’emissione di nuova tessera". Il furto di una carta di credito, invece, "in considerazione del valore strumentale di questa che consente al titolare di effettuare molteplici atti di acquisto a pagamento differito" provoca un danno patrimoniale che "non deve essere rapportato al semplice valore venale del documento e non può, pertanto, essere ritenuto modesto".

 

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