GIUSTIZIA. Corte UE: vietato usare IGP Cognac per prodotti che non rientrano nell’indicazione

L’indicazione geografica "Cognac" non può essere utilizzata per registrare un marchio di una bevanda alcolica che non rientra in tale indicazione. L’impiego commerciale del marchio lederebbe l’indicazione protetta. E’ quanto precisa una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ricordando che il regolamento comunitario sulla protezione delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose consente la registrazione, come indicazione geografica, del nome di un paese, di una regione o di una località da cui proviene una bevanda alcolica, quando la sua qualità, rinomanza o altre caratteristiche siano essenzialmente attribuibili alla sua origine geografica.

Il termine "Cognac" costituisce un’indicazione geografica che designa acquaviti di vino originarie della Francia. Una società finlandese ha chiesto la registrazione per bevande alcoliche di 2 marchi figurativi a forma di etichetta di bottiglia e contenenti le descrizioni di bevande alcoliche in cui figura la menzione "Cognac" e la relativa traduzione finlandese. Le autorità finlandesi hanno accolto la domanda di registrazione, mentre l’organizzazione francese che riunisce i produttori di cognac, ha contestato la legittimità di tale registrazione.

Nella sentenza odierna la Corte spiega che il fatto che i due marchi finlandesi contengano una parte della denominazione "Cognac" ha come conseguenza che, quando il consumatore legge il nome dei marchi sulle bottiglie di bevande alcoliche non rientranti nell’indicazione protetta, sia evocato nella sua mente, come immagine di riferimento, il prodotto che fruisce di tale denominazione. Anche tale evocazione è vietata dal regolamento. La Corte chiede quindi alle autorità finlandesi di invalidare la registrazione dei marchi contestati.

Comments are closed.