GIUSTIZIA. Corte Ue: consumatore ha diritto a risoluzione contratto di credito

In caso di inadempimento delle obbligazioni del fornitore, i consumatori hanno diritto alla risoluzione del contratto di credito e alla restituzione delle somme già corrisposte al creditore: non è indispensabile che sussista un rapporto di esclusiva fra venditore e creditore. È quanto stabilito oggi dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee in relazione a una controversia sollevata dal Tribunale di Bergamo, che ha interrogato la Corte sulla necessità di una clausola di esclusiva fra creditore e fornitore affinché il consumatore possa procedere in giudizio contro il creditore.

Il caso è relativo a quanto accaduto a un consumatore che aveva acquistato un’autovettura pagando una parte subito, e per l’altra sottoscrivendo un modulo fornito dal venditore di richiesta di prestito a una banca. Dopo aver corrisposto 24 mensilità, però, l’autovettura non gli era ancora stata consegnata e così il consumatore ha interrotto i pagamenti, si è opposto all’ingiunzione della banca di pagare la somma residua e ha chiesto la restituzione delle somme già corrisposte.

La Corte di giustizia ricorda, innanzitutto, che la direttiva sul credito al consumo è stata adottata al duplice scopo di assicurare la realizzazione di un mercato comune del credito al consumo e di proteggere i consumatori che sottoscrivono tali crediti. Precisa inoltre che la direttiva impone "un’armonizzazione minima in materia di credito al consumo. Gli Stati membri sono quindi liberi di stabilire una normativa più favorevole per i consumatori, che dovrebbero vantare nei confronti del creditore diritti maggiori rispetto ai normali diritti contrattuali".

Per la Corte, la subordinazione in ogni caso dell’esercizio del diritto del consumatore di procedere contro il creditore alla condizione dell’esistenza di una clausola di esclusiva tra creditore e fornitore contrasterebbe con l’obiettivo della direttiva che è, in primo luogo, quello di tutelare il consumatore in quanto parte più debole del contratto: " Nei casi in cui la normativa nazionale consente al consumatore di procedere contro il creditore per ottenere la risoluzione del contratto di finanziamento e la restituzione delle somme già corrisposte – afferma dunque la Corte – la direttiva non impone una condizione supplementare, vale a dire l’esistenza di un rapporto di esclusiva tra venditore e creditore".

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