GIUSTIZIA. Corte Ue: respinto il ricorso dell’Alitalia sull’aiuto di Stato del 1997

Oggi una sentenza della Corte di Giustizia europea ha confermato la validità della decisione della Commissione Ue del 2001 relativa all’aiuto alla ristrutturazione dell’Alitalia. La compagnia aerea aveva adottato per il periodo 1996-2000 un piano di ristrutturazione, che prevedeva un’iniezione di capitale di 2750 miliardi di lire, da parte del suo azionista di maggioranza, una società finanziaria della Stato italiano. La Commissione Ue aveva dichiarato tale aiuto di Stato incompatibile con il mercato comune e l’Alitalia ha fatto ricorso.

Il Tribunale dell’Ue ha annullato la decisione della Commissione in quanto conteneva manifesti errori di valutazione e non aveva preso in considerazione le modifiche apportate dalla compagnia aerea al piano di ristrutturazione. Con una nuova decisione adottata nel 2001, allora, la Commissione ha dichiarato compatibile con il mercato comune l’aiuto concesso sotto forma di dotazione, subordinandolo, però, al rispetto di talune condizioni e impegni. L’Alitalia ha presentato un altro ricorso per annullare tale decisione, invocando la violazione, da parte della Commissione, di alcuni diritti e l’erronea applicazione del criterio dell’investitore privato, nonché alcuni vizi nel fissare le condizioni cui era stato subordinato l’aiuto.

Con la sentenza pronunciata in data odierna il Tribunale ha respinto il ricorso dell’Alitalia, confermando la validità della decisione della Commissione del 2001. Nel merito, il Tribunale considera la decisione sufficientemente motivata, in particolare con riguardo alla determinazione del tasso minimo e del tasso interno (ai fini dell’attuazione del criterio dell’investitore privato in economia di mercato) e ritiene che la Commissione abbia dato corretta esecuzione alla sentenza senza commettere alcun vizio procedurale.

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