GIUSTIZIA. Corte Ue: rifugiato perde status se finisce fondato timore di persecuzioni

Una persona può perdere lo status di rifugiato quando le circostanze che giustificavano il fondato timore di essere perseguitata abbiamo cessato di esistere nel paese terzo; il cambiamento deve avere carattere significativo e natura non temporanea, dunque gli elementi alla base della paura di essere perseguitati devo essere stati eliminati in modo duraturo. È quanto ribadito oggi dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea, che si è pronunciata su un caso sollevato dalla Germania e relativo alla revoca dello status di rifugiati che era stato precedentemente concesso dal paese a dei cittadini iracheni.

La Corte ha ricordato innanzitutto che, per avere la qualità di rifugiato, "il cittadino del paese terzo deve, a causa delle circostanze esistenti nel suo paese di origine, fronteggiare il timore fondato di una persecuzione nei suoi confronti per motivi di razza, religione, nazionalità, opinione politica o appartenenza ad un determinato gruppo sociale. Dette circostanze sono la causa dell’impossibilità per l’interessato, o del suo rifiuto giustificato, di avvalersi della protezione del suo paese di origine con riferimento alla capacità di tale paese di prevenire o di sanzionare atti di persecuzione".

"Relativamente alla revoca dello status di rifugiato, la Corte dichiara che una persona perde tale status quando, a seguito di un cambiamento delle circostanze avente un carattere significativo e una natura non temporanea, occorso nel paese terzo interessato, vengono meno le circostanze alla base del fondato timore di essere perseguitata e non sussistano altri motivi di timore di essere perseguitata".

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