GIUSTIZIA. Corte dei Conti: la Repubblica vive momento di malessere e incertezza

"La Repubblica vive un momento di diffuso malessere e incertezza". Una frase, pronunciata dal presidente della Corte dei Conti Tullio Lazzaro questa mattina, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, che riassume lo stato di salute del nostro Paese dove "il livello degli investimenti è minimo", con un conseguente freno dello sviluppo, e dove "la corruzione è patologia diffusa".

"Assistiamo – ha sottolineato Lazzaro – per tanti aspetti al crescere confuso di strutture, di modelli amministrativi, di sovrapposizioni di competenze tra amministrazioni centrali e enti locali, disarmonicità, conflitti irrisolti. E’ compito prioritario e urgente della classe dirigente del Paese fare un bilancio, ed eventualmente riconsiderare, scelte recenti e meno recenti con il preciso scopo di ridare sistematicità all’insieme degli organismi amministrativi a tutti i livelli, nell’interesse finale della comunità nazionale".

Molte le note dolenti messe in evidenza dal presidente della Corte: l’inadeguata politica dei redditi statali, l’aumento delle frodi a danno dell’Unione Europea, lo sperpero delle risorse, le tangenti negli appalti, le distorsioni gestionali nelle società pubbliche e il problema "dell’incontrollato aumento della spesa corrente".

Lazzaro ha evidenziato l’inadeguatezza della politica dei redditi statali che "supera sistematicamente gli obiettivi programmatici di volta in volta prefissati" e ha individuato "un insieme di molteplici distorsioni" che concorrono a questo "risultato negativo". Tra queste: "i ritardi nei rinnovi, che ampliano la base salariale sulla quale si applicano i benefici dei nuovi contratti, la sostanziale libertà del quadro macroeconomico con la quale vengono assegnate le quote variabili dello stipendio rinunciando a qualsiasi connessione con reali aumenti di produttività; il dilagare di contratti a termine; l’aumento di posizioni dirigenziali nelle riorganizzazioni di amministrazioni centrali e locali, proprio mentre entrambe perdono funzioni di gestione diretta di risorse".

Negativi anche i dati che riguardano le frodi ai danni del bilancio comunitario: tra il 2005 e il 2006 sono raddoppiate. Per quel che concerne i programmi regionali, il top delle somme da recuperare spetta alla Sicilia (più di 24 milioni di euro), seguita da Campania (più di 12 mln) e dalla Basilicata (otre 2,5 mln).

Sullo sperpero delle risorse Lazzaro ha sottolineato come la Corte dei Conti dovrebbe "poter disporre direttamente e con efficacia immediata il blocco delle risorse che si stanno sperperando", rimettendo però poi naturalmente al ministro dell’Economia "ogni successiva decisione in ordine all’eventuale prosecuzione dell’attività sospesa, ovvero al re-impiego delle risorse bloccate su altri versanti della spesa pubblica".

Emerge con forza dalla fotografia scattata dalla Corte dei Conti che la corruzione rimane una piaga. Il procuratore generale della magistratura contabile, Furio Pasqualucci, ha sottolineato come "profili di patologie" sono evidenti "nel settore dei lavori pubblici e delle pubbliche forniture, nonché nella materia sanitaria". In particolare, risultano in aumento le condanne per danni materiali e per danni all’immagine della P.A. pronunciate dalla Corte dei Conti in seguito al pagamento di tangenti (per concussione o corruzione) durante la stipula di contratti.

"Un altro esempio negativo – ha detto il presidente – è quello della formazione di debito implicito e di altre gravi distorsioni gestionali legate alla creazione di società pubbliche – soprattutto locali, ma non solo – spesso senza trasferire in tali società il personale delle amministrazioni pubbliche che originariamente gestiva il servizio. Non poche volte, peraltro, tali società sono costituite allo scopo, non già di accrescere l’efficienza gestionale, ma solo di eludere i vincoli del patto di stabilità interno o di fare nuove assunzioni senza concorsi".

Infine, un particolare rimprovero è stato fatto nei confronti della Pubblica Amministrazione non solo per gli sperperi, ma anche per la scarsezza degli investimenti. Secondo il presidente della Corte dei Conti infatti "la flessione rilevante delle spese di investimento è certo una forma di risparmio per far quadrare i conti dell’anno. Ma, alla lunga, erode le capacità di dare risposta alle esigenze di sviluppo del paese".

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