GIUSTIZIA. Corte di Cassazione: “Figlio si rifiuta di andare a scuola, genitori non colpevoli”

"Una sentenza «assurda che legittima irragionevolmente l’ evasione scolastica specie nei quartieri popolari delle grandi città e nelle periferie del sud Italia". Così il Codacons commenta la sentenza con la quale la Terza Sezione penale della Corte di Cassazione sancisce che "i genitori non sono responsabili se i figli minorenni si rifiutano di andare a scuola. Purché, però, il rifiuto dei ragazzi sia categorico, assoluto, cosciente e volontario e che permanga nonostante papà e mamma abbiano usato ogni argomento persuasivo ed ogni altro espediente educativo di cui sono capaci secondo il proprio livello socio economico e culturale.

La sentenza – spiega Carlo Rienzi, presidente dell’associazione – costituirà un alibi per quei genitori che preferiscono mandare i propri figli a lavorare sin da bambini e metterà l’ anima in pace alla società adulta incurante del problema dell’ istruzione dei minori". Secondo l’avvocato, "gli organi pubblici saranno esonerati dal faticosissimo onere di cercare e punire chi evade l’ obbligo scolastico, mentre nei bar e nei ristoranti crescerà a dismisura il numero dei baby camerieri sfruttati proprio a causa della mancanza di istruzione".

Per la Cassazione, "deve ammettersi che la volontà del minore, contraria a ricevere l’istruzione obbligatoria, costituisca ‘giusto motivo’ idoneo ad escludere l’ antigiuridicità dell’ipotesi contravvenzionale di cui all’ articolo 731 del codice penale ascritta al genitore".

 

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