GIUSTIZIA. Corte di Giustizia Ue: boom di sentenze nel 2009

Il 2009 è stato, per la giustizia europea, un anno molto pieno, con un elevato numero di sentenze: 543 le cause definite dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, oltre 50 in più rispetto al 2008. Tra queste cause, 377 si sono concluse con sentenza e 165 hanno dato luogo ad un’ordinanza. Elevato anche il numero di cause pregiudiziali introdotte: 302 quelle introdotte nel 2009. Positivi i dati sulla durata dei procedimenti: una media di 17,1 mesi, per i rinvii pregiudiziali, 17,1 mesi per i ricorsi diretti e 15,4 mesi per le impugnazioni (contro i 18,4 mesi nel 2008).

Sono alcuni dei dati contenuti nella relazione annuale della Corte di Giustizia dell’Ue, pubblicata oggi.

L’Italia è stata interessata da una causa sulla restrizione della libera circolazione delle merci, avendo vietato il traino di rimorchi da parte di ciclomotori, motocicli, tricicli e quadri cicli. La Corte si è poi espressa sulla legge italiana che riserva il diritto di possedere o gestire una farmacia soltanto alle persone laureate in farmacia: secondo la Corte tale restrizione del principio di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi o di libera circolazione dei capitali è giustificata dalla protezione della sanità pubblica, più precisamente dall’obiettivo di garantire una fornitura di medicinali alla popolazione sicura e di qualità.

In materia di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi, la relazione ricorda la causa Commissione/Italia che verte sulla normativa italiana che impone a tutte le imprese di assicurazione, comprese quelle la cui sede principale si trova in un altro Stato membro, ma che esercitano le loro attività in Italia, di fornire un’assicurazione della responsabilità civile auto su richiesta di qualsiasi potenziale cliente. La Corte ha dichiarato che con questa norma l’Italia è andata incontro ad una restrizione del principio di libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi, ma per un obiettivo di protezione sociale, da intendersi essenzialmente quale garanzia di adeguato risarcimento delle vittime di incidenti stradali. Queste ed altre, le cause menzionate nella relazione annuale della Corte.

"L’avvenimento più significativo che ha segnato l’evoluzione istituzionale della Corte di giustizia nel 2009 – scrive nella relazione il Presidente della Corte Vassilios Skouris – è stato, incontestabilmente, l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, che ha comportato diverse modifiche alle disposizioni del Trattato UE e del Trattato CE riguardanti la Corte di giustizia. Alcune di queste modifiche scaturiscono dall’abbandono della struttura dell’Unione europea a tre pilastri, dalla conseguente scomparsa della Comunità europea e dalla personalità giuridica di cui l’Unione è ormai dotata". Con l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, inoltre, la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea diviene un testo legislativo vincolante, con lo stesso valore giuridico dei trattati.

Comments are closed.