GIUSTIZIA. Corte europea: inquinamento atmosferico, si può ottenere piano d’azione dalle Autorità

In caso di rischio di superamento dei livelli massimi di particelle fini, i diretti interessati possono ottenere dalle Autorità competenti la predisposizione di un piano d’azione. Gli Stati non hanno l’obbligo di adottare misure tali da scongiurare qualsiasi superamento dei valori ma devono adottare misure idonee a ridurre al minimo il rischio di superare le soglie di allarme nelle emissioni di particelle fini, e questo a breve termine e nel contesto di un piano d’azione. È quanto ha disposto oggi la Corte di Giustizia europea.

La direttiva comunitaria in materia di valutazione e di gestione della qualità dell’aria ambiente, ricorda la Corte, prevede che gli Stati membri predispongono piani d’azione che indicano le misure da adottare a breve termine in casi di rischio di un superamento dei valori limite e/o delle soglie d’allarme, al fine di ridurre il rischio e limitarne la durata. Il caso da cui scaturisce la pronuncia è quello di un residente a Monaco di Baviera, vicino a una stazione di controllo della qualità dell’aria, che aveva visto superare più di 35 volte (soglia massima autorizzata dalla legge tedesca sulla lotta all’inquinamento) il valore massimo di emissione di particelle fini nel 2005 e nel 2006.

La Corte di Giustizia, interpellata sul caso, ha stabilito che "in caso di rischio di superamento dei valori massimi o delle soglie di allarme, i diretti interessati devono poter ottenere dalle competenti autorità nazionali la predisposizione di un piano di azione, anche quando essi dispongano, in forza dell’ordinamento nazionale, di altre procedure per ottenere dalle medesime autorità che esse adottino misure di lotta contro l’inquinamento atmosferico". Riguardo al contenuto dei piani di azione, la Corte ha rilevato che gli Stati non hanno l’obbligo di adottare misure tali da scongiurare qualsiasi superamento: "Essi hanno – rileva la Corte – come unico obbligo di adottare, a breve termine, sotto il controllo del giudice nazionale, nel contesto di un piano di azione, le misure idonee a ridurre al minimo il rischio di superamento dei valori massimi o delle soglie di allarme ed a ritornare gradualmente ad un livello inferiore ai detti valori, tenendo conto delle circostanze di fatto e dell’insieme degli interessi in gioco".

Comments are closed.