GIUSTIZIA. Criminalità, i minori stranieri sono il 29% dei denunciati ma il 45% dei condannati

Su circa 40 mila minorenni denunciati ogni anno, gli stranieri sono il 29%. Su oltre 20 mila minorenni denunciati per i quali è iniziata l’azione penale, circa 6400 sono stranieri (pari al 31%). La percentuale sale se si fa riferimento ai minorenni condannati: su 2699, gli stranieri sono 1223, pari al 45%. I dati sono riferiti al 2004 e sono pubblicati nella ricerca "Minori stranieri e giustizia minorile in Italia" presentata oggi dal ministro della Giustizia Luigi Scotti.

Lo studio rileva come l’incidenza percentuale della componente straniera sul totale dei minorenni denunciati è andata aumentando ed è passata dal 22% del 2001 al 29% del 2004. Ma per i minorenni stranieri ci sono più possibilità di condanna. Nei quattro anni considerati, ad eccezione del 2002, i minorenni che sono stati condannati sono infatti poco meno della metà del totale dei minorenni condannati. "Questo dato – si legge nel rapporto – fa saltare subito all’occhio un’evidente diversità dei percorsi giudiziari dei minorenni italiani rispetto ai minorenni stranieri, in quanto per questi ultimi le possibilità di un esito penale di condanna sono maggiori. L’incidenza della componente straniera si mantiene infatti intorno al 20-30% sul numero complessivo dei minorenni denunciati e su quello dei minorenni per i quali è iniziata l’azione penale, mentre arriva a toccare punte del 50% rispetto ai minorenni condannati".

Dal 2001 al 2004 la percentuale dei minorenni stranieri nei cui confronti è stata emessa una sentenza di condanna diminuisce e passa dal 47% al 195; il numero complessivo dei minorenni stranieri condannati passa così da 2059 nel 2001 a 1223 nel 2004 anche se aumenta il numero di denunciati e il numero di coloro per i quali inizia l’azione penale. Secondo la ricerca, questo dato va letto anche tenendo conto dello sfasamento temporale fra l’inizio dell’azione penale e la sentenza di condanna, dovuta a procedimenti che possono prolungarsi nel tempo. Rispetto ai giovani italiani c’è dunque una minore accessibilità a formule di positiva risoluzione della vicenda penale ma, rileva lo studio, "sembrano prospettarsi negli ultimi anni maggiori possibilità e condizioni per la concessione di tali istituti anche agli stranieri". Questo può essere dovuto sia all’aumento delle seconde generazioni sia allo sforzo di magistratura e operatori minorili.

Chi sono gli stranieri più denunciati? Le nazionalità sono le stesse delle cittadinanze maggiormente presenti in Italia: Romania, Marocco, Serbia Montenegro, Albania e paesi dell’ex Jugoslavia. In una divisione per continenti, dunque, gli stranieri denunciati alle Procure della Repubblica sono per più della metà provenienti dall’Europa (69,8%). Seguono i minorenni provenienti dall’Africa (22,1%). Le etnie nomadi, rileva la ricerca, sono trasversali a molte nazionalità della ex Jugoslavia e si mantengono ai primi posti per denunce, passando però da una posizione di preminenza assoluta nel 2001 e 2002 a una preminenza relativa per il 2003 e il 2004.

Quali reati commettono gli stranieri? Ci sono differenze nei comportamenti devianti dei minorenni rispetto agli italiani: i reati contro la persona sono infatti nettamente inferiori a quelli contro il patrimonio, che risultano numericamente molto più numerosi. Nel 2004, i reati contro il patrimonio ammontano al 51% mentre quelli contro la persona si fermano al 28%. Fra i delitti contro la fede pubblica sono ricompresi falsità di documenti e false dichiarazioni. Ci sono violazioni di legge in materia di sostanze stupefacenti con un coinvolgimento "rilevante e per certi aspetti preoccupante" specialmente per alcune nazionalità del Maghreb. L’accattonaggio si configura come vera e propria tratta.

"I minorenni stranieri – rileva la ricerca – risultano commettere in genere più reati contro il patrimonio e contro la fede pubblica, vale a dire reati di furto e rapina per appropriarsi o procacciarsi ciò di cui hanno bisogno o come eventuali fonti di guadagno e reati legati alla dichiarazione di false generalità, falsità in atti (documenti falsi), ovvero reati legati alla condizione di irregolari in cui si trova gran parte di loro".

Per la ricerca, dunque, il nostro paese "risente di un sistema penale minorile pensato per i ragazzi italiani". L’impatto con le migrazioni ne ha evidenziato limiti e inadeguatezze rispetto ai giovani stranieri e la velocità stessa del fenomeno "evidenzia la necessità di un sistema di risposta veloce e flessibile, capace anche di prestare attenzione all’impatto del sistema sui minori stranieri e sui loro bisogni. Occorre sviluppare – rileva la ricerca – processi d’integrazione in grado di far fronte non solo ai bisogni materiali dei minori ma anche alle loro esigenze emotive" e dunque pensare anche a nuove tipologie di servizi e sostenere la magistratura minorile. La priorità, rileva lo studio, sono reinserimento e integrazione.

PDF: "Minori stranieri e giustizia minorile in Italia"

Comments are closed.