GIUSTIZIA. Difensori civici a confronto, in Finanziaria scippo ai cittadini

E’ previsto per domani a Verona, l’ultimo appuntamento degli stati generali della difesa civica, una serie di assemblee che hanno chiamato a raccolta tutti i difensori civici italiani per rafforzare la Rete di rappresentanza con la quale ci si scambiano esperienze e si cerca di supplire alla mancanza in Italia di una difesa civica con competenze nazionali.

L’argomento più discusso durante tutti gli incontri è stato la proposta legislativa, prima contenuta nella bozza di Carta delle autonomie, poi nella finanziaria, con la quale si vuole abrogare la difesa civica comunale per ricondurla alle Province, che peraltro sono libere di attivarla o meno.

"Questa abrogazione della difesa civica comunale sta passando quasi senza che si senta una voce contraria e i difensori civici vengono dipinti alla stregua di un organo di sottogoverno, una poltrona da tagliare", sostiene l’avvocato Sanuele Animali, difensore civico delle Marche e Coordinatore nazionale dei difensori civici regionali e delle province autonome.

La difesa civica spesso funziona bene e non è difficile documentarlo, perché a differenza di tanti altri organi amministrativi le relazioni sono sempre pubblicate e sono ricche di dati oggettivi. Che, peraltro, la difesa civica in Italia abbia bisogno di una riforma è fuori discussione: occorre impedire, tuttavia, che la politica possa appropriarsi del Garante dei cittadini.

Secondo l’Avvocato, in primo luogo bisognerebbe avere un sistema di nazionale ed obbligatorio di tutela non giurisdizionale dei diritti, basato sul principio di sussidiarietà (quando non c’è nella propria città un difensore civico di grado superiore a cui rivolgersi). Tutti gli europei, tranne gli italiani, hanno un difensore civico a cui rivolgersi: perché riduce il lavoro dei Tribunali, perché è un sistema per controllare l’operato della pubblica amministrazione e perché non sempre si può far ricorso al Giudice.

In secondo luogo bisognerebbe garantire un’elezione trasparente, con maggioranze qualificate ed audizioni pubbliche, lasciando che i nomi dei candidati emergano dalla società civile e selezionando preventivamente le candidature in base a competenze ed esperienze analiticamente documentate.

In realtà un difensore civico che fa il suo mestiere da’ fastidio – conclude l’Avvocato Animali – perché controlla la politica e la pubblica amministrazione, denuncia gli abusi, le disfunzioni, i ritardi. E’ per questo che spesso vengono scelti titolari deboli e poco credibili, oppure se ne scredita la figura o infine in molti Enti locali si decide di non istituirlo affatto

 

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