GIUSTIZIA. Disparità Iva, Sunia avvia class action contro Agenzia Entrate

Disparità di trattamento nel pagamento dell’Iva sul gas naturale fra famiglie servite da impianti centralizzati e famiglie che usano impianti autonomi: è quanto denuncia il Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari) che ha avviato una class action contro l’Agenzia delle Entrate "per abbattere l’Iva del 20% che penalizza le famiglie servite da impianti centralizzati per la produzione di acqua calda".

Spiega il Sindacato in una nota: "Dal 2008 i condomini e gli edifici abitativi serviti da caldaie centralizzate per la produzione di acqua calda pagano l’Iva al 20% sul gas naturale mentre chi utilizza lo stesso gas in impianti autonomi paga l’Iva ridotta al 10%. Il motivo? Il limite di consumo considerato per essere ammessi ad una aliquota piuttosto che all’altra viene valutato non in rapporto al consumo medio familiare dell’utente finale, ma all’impianto. Questo anomalo trattamento dei consumi implica che il prezzo finale del gas naturale pagato dal consumatore italiano confrontato con gli analoghi prezzi nei principali paesi europei, risulti nettamente superiore in quanto la componente fiscale italiana è tra le più alte".

In Italia, questi i dati resi noti dal Sindacato, su 935mila condomini circa 420mila risultano dotati di un impianto di riscaldamento centralizzato; di questi 100mila utilizzano il gas naturale per la produzione di acqua calda per usi domestici. Più di 1 milione di famiglie paga da 80 a 140 euro all’anno in più di Iva. "Il Sunia, avvalendosi del nuovo strumento costituito dalla azione collettiva verso la pubblica amministrazione previsto dal Decreto legislativo 198/2009, ha diffidato l’Agenzia delle Entrate perché, a tutela delle famiglie di utenti e consumatori finali del gas naturale, il limite di consumo sia riferito al singolo utente e non all’impianto. Ora l’Agenzia delle Entrate ha 90 giorni per correggere il proprio orientamento".

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