GIUSTIZIA. Disparità Iva, accolta class action del Sunia: via ai rimborsi

E’ andata a buon fine la class action avviata a luglio dal Sunia, il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari, verso l’Agenzia delle Entrate, per la restituzione di parte dell’Iva pagata dai cittadini sul metano ad uso civile per riscaldamento e acqua calda. Per evitare il procedimento davanti al Tar, l’Agenzia delle Entrate ha accolto la richiesta del Sunia di modificare una prassi che andava avanti da anni: il metano a uso civile per condomini e cooperative va tassato con riferimento al singolo utente (al 10%) e non al consumo dell’ impianto centralizzato (al 20%) per evitare una disparità di trattamento tra gli utenti dotati di caldaie autonome e quelli che dipendono dall’impianto centralizzato.

L’Agenzia, con la risoluzione 18/2010 entrata immediatamente in vigore, ha accettato quindi di considerare come consumo su cui applicare l’imposta quello individuale e non quello totale delle caldaie centralizzate. Con questa decisione milioni di famiglie, oltre a recuperare quanto indebitamente versato, risparmieranno mediamente tra gli 80 e i 140 euro l’anno (secondo i dati del Sunia). Si tratta della prima class action verso la Pubblica Amministrazione avviata sulla base del Decreto Legislativo 198/2009, ed ha avuto l’adesione di migliaia di famiglie che l’hanno sostenuta inviando la cartolina pubblicizzata sul sito web del Sindacato.

Il Codacons accoglie con soddisfazione l’esito di quest’azione legale. "Si tratta di una questione annosa che finalmente sembra aver trovato una soluzione – spiega il Codacons – Tuttavia quella avviata dal Sunia non può dirsi a tutti gli effetti una vera e propria class action, non essendo mai approdata davanti a un giudice e non potendosi quindi definire accolta. Restano tuttavia i positivi effetti di tale azione legale: ora infatti potranno partire le richieste di rimborso da parte di quei cittadini che negli ultimi anni hanno pagato l’Iva per il metano da riscaldamento e acqua calda con aliquota al 20% anziché al 10%". A tal fine il Codacons sta predisponendo i moduli attraverso i quali gli utenti potranno chiedere e ottenere la restituzione delle somme pagate in eccesso.

 

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