GIUSTIZIA. Genova, convegno internazionale sui diritti dei cittadini europei

Confronto internazionale a Genova sui diritti dei cittadini europei dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona: un appuntamento, quello che si è svolto oggi, sentito dalla città in quanto vivo è il ricordo delle giornate del G8 di Genova del 2001, che quei diritti – ha sottolineato il sindaco della città Marta Vincenzi – vide messi in discussione.

Nel Consiglio regionale si è svolto oggi il quindicesimo convegno dell’Associazione dei giudici amministrativi tedeschi, italiani e francesi. Il tema è stato appunto quello dei diritti riconosciuti a tutti i cittadini europei dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il primo dicembre 2009. Al convegno il presidente della Corte europea dei diritti dell’uomo, Jean-Paul Costa, ha inviato un messaggio: "L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona – recita il messaggio di Costa – è il risultato concreto di anni di dibattito internazionale nell’Unione sui diritti umani fondamentali". Grazie al Trattato, secondo Costa, l’Europa si è rafforzata e gli stati membri hanno potuto costruire insieme uno spazio unico dei diritti fondamentali, assicurando ai cittadini europei una maggiore tutela.

"Questa giornata di studi – ha detto Marta Vincenzi, sindaco di Genova – ha un grande valore perché da alcuni anni intendiamo porci come luogo dove il tema dei diritti umani e civili viene dibattuto e diventa parte integrante del nostro essere comunità. Abbiamo iniziato a pensarlo durante il G8 del 2001, durante il quale accaddero fatti che per qualche tempo ci hanno fatto dubitare che potessimo parlare di diritti nei termini in cui sono espressi dalla nostra Costituzione. Ogni giorno incontriamo problemi che riguardano diritti fondamentali che erroneamente diamo per acquisiti e sono invece quotidianamente minacciati dal veleno delle razzismo, delle lotte, delle nuove criminalità. Credo che il Trattato di Lisbona ponga la libertà, la giustizia e la sicurezza come priorità e ci faccia fare un passo avanti, ma non ci si deve fermare".

Per Patrick Kintz, presidente dell’Associazione dei giudici italiani, tedeschi e francesi, "la costituzione nazionale dei singoli paesi europei va ammodernata per adeguarla al nuovo quadro europeo. In questa direzione Francia e Germania hanno già fatto notevoli passi avanti, mentre in Italia ci sono ancore molte difficoltà".

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