GIUSTIZIA. Giovani Avvocati: una riforma a danno dei consumatori

Una riforma che danneggia gli interessi dei consumatori. Così l’Unione Giovani Avvocati, l’Ugai, definisce la riforma della giustizia messa a punto dal ministro Alfano. "La nostra protesta è iniziata ad ottobre – racconta il presidente Ugai, Gaetano Romano – abbiamo inondato di fax e mail il presidente Berlusconi, il ministro Alfano e il presidente della commissione Giustizia del Senato. L’unica riforma utile sarebbe quella di obbligare gli avvocati ultrasessantacinquenni al prepensionamento in modo da liberare la gran parte del contenzioso processuale in favore dei giovani avvocati e di quelli che lo stanno per diventare. Le proposte in Senato, invece, provocheranno solo maggiori spese e incombenze professionali e quindi un aumento delle tariffe per i consumatori».

L’Ugai non risparmia critiche nemmeno al Presidente della Cassazione, Carbone, che in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha argomentato circa il numero di avvocati in Italia citando dati del Consiglio degli ordini forensi d’Europa. "Quei dati – secondo l’Ugai – sono comunicati periodicamente dal Consiglio Nazionale Forense proprio al CCBE; non essendoci tuttavia ad oggi alcun albo nazionale degli avvocati, ci chiediamo su quali basi il C.N.F. possa indicare al CCBE il numero esatto di avvocati presenti in Italia.

Invitiamo pertanto – aggiunge l’Ugai – il CNF a fornire alla pubblica opinione il dato diviso per ogni ordine locale forense in modo da poterlo verificare".

Secondo i Giovani Avvocati, molto più probante è il numero reso dal Censis nel 2006 secondo cui gli avvocati erano 158.000, contro 183.044 ingegneri ed addirittura 377.726 medici. Si desume come, se il trend fosse confermato negli ultimi due anni, gli avvocati sarebbero meno degli ingegneri e meno della metà dei medici.

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