GIUSTIZIA. Giudici di Pace in sciopero, Adiconsum richiama senso responsabilità

Sono in sciopero da ieri, e lo saranno fino al 18 luglio, i Giudici di Pace per chiedere al Governo la normalizzazione e l’inquadramento definitivo della categoria, e il riassetto organizzativo degli uffici: a rischio 170 mila processi. In particolare l’Associazione nazionale e l’Unione nazionale giudici di pace lamentano la mancata riforma della magistratura onoraria, sulla quale, si precisa «non è stato ancora avviato un confronto con la categoria nonostante l’impegno assunto, nel settembre 2008, dal Ministro Alfano e dal Sottosegretario Caliendo di superare l’attuale situazione di precarietá, che presuppone necessariamente il riconoscimento della rinnovabilitá dei mandati fino a 75 anni e delle tutele previdenziali, retributive e ordinamentali previste dalla Costituzione».

Pur ritenendo giusta nel merito la vertenza, Adiconsum richiama i giudici al loro senso di responsabilità nel lasciare i cittadini privi di qualsiasi strumento per un numero così significativo di giorni. Adiconsum condivide l’esigenza di potenziare questa struttura in termini di risorse umane, di aggiornamento e di formazione professionale, di giusta retribuzione. Una figura che ha contributo in modo notevole a velocizzare i tempi di accesso alla giustizia dei cittadini.

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