GIUSTIZIA. Indulto, a Roma e in Lombardia un Piano per facilitare reinserimento detenuti

"Piano Cittadino Operativo sull’Indulto": si chiama così il programma predisposto dagli assessorati capitolini alle Politiche Sociali e al Lavoro, in collaborazione con il nuovo garante per i detenuti del Comune di Roma, Gianfranco Spadaccia, e con il Piano Cittadino per il Carcere e la Consulta Cittadina. Obiettivo, assistere i detenuti beneficiari del provvedimento e facilitarne il reinserimento sociale, considerata la fragilità della loro condizione al momento di lasciare il penitenziario.

Soprattutto per i più deboli (immigrati, persone in gravi condizioni economiche o di salute, minori) il Campidoglio ha messo in piedi una serie di servizi, pensati per rendere meno difficili i primi giorni di libertà: oltre a 50 alloggi temporanei per i più poveri, già da ieri, 1° agosto, gli ex-detenuti ricevono una prima assistenza allo sportello comunale di Pronto Intervento Detenuti – cui ci si può rivolgere anche per telefono, chiamando per tutto il mese di agosto lo 06-69190417, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18 -. In tutte le carceri, inoltre, i detenuti più fragili possono contare su un operatore per mettere a punto piani personali di reinserimento. Lo stesso operatore, inoltre, aiuta gli stranieri a mandare avanti le pratiche di regolarizzazione.

Per i primi giorni fuori dal carcere, invece, il Comune fornisce il "Kit delle 48 ore": uno zainetto con una serie di informazioni utili, oggetti di prima necessità, buoni pasto e viaggio.

Particolare attenzione è stata rivolta a garantire la continuità delle cure: in tutte le Asl romane ci sarà un referente per i detenuti, mentre l’Agenzia Comunale per le Tossicodipendenze affiancherà il lavoro dei servizi sociali, prendendo in carico le persone con problemi di dipendenza patologica. Dal suo canto, la rete degli "Amministratori di Sostegno" potrà supportare, su indicazione dei Giudici Tutelari, chi esce dal carcere in condizioni di disagio psichico.

Tra le misure di lunga durata, il piano comprende un bando straordinario per creare borse lavoro nelle aziende (dato che l’inserimento lavorativo è condizione essenziale per evitare la ricaduta nell’illegalità). Si comincia già all’interno degli istituti di pena e presso le strutture di accoglienza comunale, dove i detenuti potranno contare sui C.O.L. Carceri (Centri di Orientamento al Lavoro). In questi centri, nati nel 2003, si assistono gli ex-detenuti nel progettare percorsi individuali di inserimento. Una mano concreta su più fronti: compilazione del curriculum personale, supporto nella ricerca immediata di lavoro, consulenza e assistenza per far nascere imprese e cooperative, pratiche per l’iscrizione ai centri per l’impiego, informazioni su diritti previdenziali e indennità di disoccupazione.

In Lombardia, dove sono 2.405 i detenuti che beneficeranno del provvedimento. Per fronteggiare il previsto "esodo", le istituzioni hanno deciso di istituire un tavolo tecnico, una sorta di task force per affrontare da subito i vari problemi per aiutare chi esce. "La Regione Lombardia – ha detto il sottosegretario alla presidenza della Regione con delega ai Diritti del Cittadino e alle Pari Opportunità, Antonella Maiolo – ha fatto molto per il mondo delle carceri, non ultima la legge regionale, unica in Italia, che prevede tra l’altro la figura dell’agente di rete, un supporto agli educatori, una figura indispensabile ma carente nelle carceri italiane". "Adesso – ha aggiunto il sottosegretario – è necessario far fronte alle esigenze immediate che l’indulto comporta, agendo ciascuno con le proprie forze e disponibilità anche finanziarie, coinvolgendo però i ministri della Giustiza, per quanto riguarda i fondi, del Lavoro, per il reinserimento sociale dei detenuti che lasceranno il carcere, e degli Interni, per il problema degli stranieri".

 

 

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