GIUSTIZIA. Indulto, un’altra strada è possibile per reinserimento detenuti

"I dati presentati dal Garante questa mattina possono indurre a riflessioni, ma è certamente condivisibile l´appello ad aumentare il ricorso alle misure alternative per i detenuti, per offrire loro un percorso vero di reinserimento sociale e lavorativo. È quello che stiamo provando a fare in 14 province italiane, tra le quali Roma, dove – nell´ambito del progetto "Lavoro nell’inclusione sociale dei detenuti beneficiari dell’indulto", promosso dal Ministero del Lavoro in collaborazione col Ministero della Giustizia e con le amministrazioni penitenziarie territoriali – il 19 aprile scorso è stata firmata una convenzione tra Italia Lavoro (agenzia tecnica del Ministero del Lavoro), il Comune e la Provincia di Roma, che dà il via a 140 tirocini finalizzati all´assunzione in pianta stabile di ex detenuti nelle aziende del territorio". Così Mario Conclave, responsabile Area Inclusione Sociale di Italia Lavoro, commenta i dati presentati questa mattina dal Garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni, relativi ai detenuti che nella regione hanno beneficiato del provvedimento previsto dalla Legge 241/2006 ("Concessione di indulto") e che dicono che circa il 20% di essi è rientrato in carcere.

Sono trentanove, a Roma, gli ex detenuti beneficiari dell´indulto, che hanno già aderito al progetto, in maggioranza uomini di età compresa in due fasce d´età: 30-44 e 44-59. Solo due le donne, entrambe di età compresa tra i 30 e i 44 anni. Sette i tirocini già in corso, presso cooperative del territorio romano attive i diversi settori: da quello agricolo a quello dei servizi alla persona, sanità, servizi alle imprese, informatica. Altri 4 tirocini partiranno entro il mese di luglio.

Il progetto a livello nazionale offre ai beneficiari dell´indulto domiciliati nelle aree metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Trieste, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Cagliari, Catania, Messina, Palermo, (o a particolare condizioni anche in altri territori) 2.000 tirocini volti al reinserimento lavorativo accompagnati da servizi d´incontro tra domanda e offerta, misure di sostegno al reddito, tutor . Ai destinatari del progetto, infatti, selezionati grazie agli sportelli territoriali attivati presso i servizi per l´impiego, viene offerta la possibilità di seguire tirocini formativi della durata di almeno 6 mesi, tenendo conto del livello di esperienza professionale di ciascun beneficiario, delle sue attitudini e aspirazioni, oltre che del fabbisogno occupazionale delle aziende presenti sul territorio. Il progetto non prevede solo misure di sostegno al reddito per gli ex detenuti, che potranno contare su 450 euro mensili per tutta la durata del tirocinio, ma anche incentivi economici per le aziende coinvolte, che riceveranno un contributo di 1.000 euro per le attività di formazione, a fronte di un’assunzione a tempo determinato da 12 mesi in poi o a tempo indeterminato.

 

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