GIUSTIZIA. Italia davanti alla Corte di Giustizia Ue per carenze del servizio 112

Ancora problemi per il funzionamento in Italia del 112, il numero unico europeo per le chiamate d’emergenza, introdotto nel 1991 dal Consiglio delle Comunità Europee. Dal 2003, quando la normativa comunitaria è entrata in vigore, 26 Stati membri, ad esclusione solo della Bulgaria, si sono attivati per consentire ai cittadini di chiamare il 112 da telefoni fissi e mobili. L’ Arma dei Carabinieri ha dovuto così adeguare la propria struttura di risposta per fornire un servizio efficiente anche in lingua straniera, ma persistono delle mancanze. L’accusa è che il servizio in Italia non permette un intervento tempestivo delle forze dell’ordine poiché non consente la localizzazione immediata dell’utente.

Già a marzo 2007 la Commissione europea aveva aperto una procedura di infrazione contro l’Italia, ma anche contro Lituania, Estonia, Olanda, Portogallo, Slovacchia e il Commissario per la società dell’informazione e i media, Viviane Reding, aveva sollecitato gli Stati membri ad adempiere con precisione alle prescrizioni della normativa comunitaria sulle telecomunicazioni.

Oggi il caso del carente funzionamento del 112 in Italia è arrivato davantialla Corte di giustizia del Lussemburgo, all’esame dei giudici europei che dovranno stabilire se non sono stati rispettati gli obblighi derivanti dalla direttiva Ue in materia di comunicazioni d’urgenza..

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