GIUSTIZIA. Italia deferita alla Corte Ue per la direttiva sui lavoratori bulgari e rumeni

Italia e Polonia sono state deferite oggi alla Corte di Giustizia Ue per non aver comunicato alla Commissione europea le misure prese per attuare la direttiva sulla libera circolazione delle persone, in particolare dei lavoratori bulgari e rumeni dopo l’ingresso di Romania e Bulgaria nell’Ue. Il termine per il recepimento di tale direttiva, che prevede una serie di adattamenti tecnici alle norme sulle qualifiche professionali, è scaduto il 1° gennaio 2007; l’Italia non ha ancora attuato tutte le disposizioni necessarie per l’applicazione della direttiva.

La Commissione Ue spiega in una nota che la direttiva in questione "aggiorna tra l’altro tutti gli elenchi delle qualifiche che godono di riconoscimento automatico, completandoli con le corrispondenti qualifiche bulgare e romene". Senza queste modifiche "i professionisti in possesso di una qualifica bulgara o romena rischiano di dover subire procedure burocratiche lente e non necessarie per poter esercitare il diritto a prestare la loro attività ovunque nell’Unione europea".

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