GIUSTIZIA. Italia di fronte alla Corte Ue per l’obbligo di tariffe forensi massime

La Commissione Ue ha deciso di adire la Corte di Giustizia Europea contro l’Italia in merito al sistema di tariffe massime obbligatorie per i servizi degli avvocati. La Commissione ha contestato questa normativa che porterebbe restrizioni di accesso al mercato italiano da parte dei prestatori originari di un altro Stato membro.

Inoltre tale norma non garantisce l’accesso alla giustizia e la sua corretta amministrazione, né tutela i destinatari dei servizi in modo proporzionato rispetto agli obiettivi di interesse generale posti dalla legge stessa. Essa appare dunque in contrasto con gli articoli 43 e 49 del Trattato CE che garantiscono rispettivamente la libertà di stabilimento e la libera prestazione di servizi all’interno dell’Unione europea.

La Commissione ha, infine, inviato pareri motivati al Regno Unito e all’Austria in merito rispettivamente alla regolamentazione sui marchi e sui brevetti e a quella sull’insolvenza. Pareri supplementari per il Belgio riguardo ai diritti delle agenzie europee di lavoro interinale e per la Germania sulla formazione dei lavoratori dipendenti nel Land Renania settentrionale-Vestfalia. Il parere motivato costituisce la seconda fase del procedimento di infrazione di cui all’articolo 226 del Trattato CE.

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