GIUSTIZIA. L’Europa incoraggia la risoluzione alternativa delle controversie

L’Europa vuol migliorare l’accesso dei cittadini alle risoluzioni alternative delle controversie, aumentando la fiducia dei consumatori in questi strumenti. Per questo la Commissione Europea ha avviato oggi una consultazione pubblica sui sistemi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR, alternative dispute resolution), aperta fino al 15 marzo 2011, che dovrebbe portare ad una proposta legislativa entro il mese di novembre 2011.

Attualmente nell’Ue ci sono almeno 750 diversi sistemi Adr (alternative dispute resolution), ma i consumatori non sempre riescono ad ottenere l’aiuto di cui hanno bisogno. Si stima che le perdite subite dai consumatori europei che hanno avuto problemi nell’acquisto di determinati prodotti , in particolare nei settori delle telecomunicazioni, dei viaggi o dei servizi finanziari, rappresentano circa lo 0,3% del Pil europeo.

"Tutti i consumatori dell’Unione europea – ha spiegato il commissario Ue ai consumatori John Dalli – dovrebbero avere a disposizione un modo semplice, veloce ed economico per risolvere le loro controversie con i commercianti. Vogliamo che i consumatori si sentano più sicuri nel mercato unico e negli acquisti oltre frontiera ed al tempo stesso venga ridotto l’onere per i giudici nazionali".

Federconsumatori commenta così la notizia: "Bene la Commissione europea sull’Adr, però – sostiene Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori – vorremmo sapere come intende realizzare la consultazione che si propone di fare: se limitandosi alle pratiche del passato, che non ci piacciono o se invece, su una materia così importante, intenda, oltre che incontrare la nuova associazione europea ECU, che ha il pregio di non avere rapporti di dipendenza con nessuna impresa sia europea che nazionale, compiere una capillare consultazione itinerante nei vari paesi della Comunità Europea per audire i centri istituzionali costituiti dalla Associazioni dei Consumatori di ogni singolo paese".

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