GIUSTIZIA. Lotta al terrorismo: dall’Ue punizioni per l’istigazione e il reclutamento

Il Parlamento Ue chiede di intensificare la lotta al terrorismo, ma nel rispetto dei diritti fondamentali, come la libertà di espressione, di stampa e di associazione e senza limitare la diffusione di informazioni a fini scientifici, accademici o di comunicazione. Consultato sulla proposta di modica della decisione quadro sulla lotta al terrorismo, il Parlamento Ue ha sostenuto l’armonizzazione delle norme contro 3 nuovi tipi di reati: la pubblica istigazione a commettere atti di terrorismo, il reclutamento e l’addestramento a fini terroristici.

Lo scopo è di rendere perseguibili questi tipi di condotta, anche se commessi attraverso Internet, in tutto il territorio dell’UE e di garantire che le disposizioni vigenti in materia di pene e sanzioni e perseguibilità applicabili ai reati di terrorismo si applichino anche a queste forme di comportamento.

Approvando con 556 voti favorevoli, 90 contrari e 19 astensioni la relazione consultiva dell’europarlamentare socialista francese Roselyne Lefrancois, l’Aula ha precisato, però, l’obbligo di rispettare i diritti fondamentali e i principi giuridici sanciti dall’articolo 6 del trattato sull’Unione europea, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalla Convenzione europea per i diritti dell’uomo. I deputati hanno inserito tra i reati la diffusione, o qualunque altra forma di pubblica divulgazione, di un messaggio "che preconizzi la commissione di uno dei reati" indicati dalla decisione, qualora tale comportamento dia luogo "manifestamente" al rischio che possano essere commessi uno o più reati. Tra questi ultimi, per memoria, figurano: attentati alla vita di una persona, sequestro di persona e cattura di ostaggi, distruzioni di vasta portata di strutture governative o pubbliche, sistemi di trasporto, infrastrutture, sequestro di aeromobili o navi o di altri mezzi di trasporto collettivo, fabbricazione, detenzione, acquisto, trasporto, fornitura o uso di armi da fuoco, esplosivi, armi atomiche, biologiche e chimiche, nonché minaccia di realizzare uno di questi comportamenti.

Per "addestramento a fini terroristici", si intende l’atto di fornire istruzioni per la fabbricazione o l’uso di esplosivi, armi da fuoco o altre armi o sostanze nocive o pericolose ovvero altre tecniche o metodi specifici al fine di commettere uno dei reati succitati (esclusa la minaccia) nella consapevolezza che le istruzioni impartite sono intese per conseguire tale obiettivo. I deputati chiedono poi agli Stati membri di provvedere affinché l’incriminazione degli atti di pubblica istigazione a commettere reati di terrorismo, di reclutamento a fini terroristici e di addestramento a fini terroristici sia "proporzionale alla natura e alle circostanze del reato, in considerazione degli scopi legittimi perseguiti e della loro necessità in una società democratica, ed escluda qualsiasi forma arbitraria di trattamento discriminatorio o razzista".

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