GIUSTIZIA. Mediazione, Consumatori criticano “accordo” del Ministro Alfano con lobby avvocati

Cittadinanzattiva commenta l’accordo raggiunto dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano con l’Avvocatura sulla mediazione obbligatoria, chiedendo che "al tavolo sulla mediazione siedano gli utenti del servizio giustizia per evitare i soli interessi di parte". "Le proposte di modifica della legge – scrive Cittadinanzattiva – devono partire dall’analisi dei dati a disposizione del Ministero, cioè: come sta andando la mediazione? I cittadini sono soddisfatti? Quale è l’impatto sull’amministrazione della Giustizia? I correttivi alla legge sono utili solo se realmente rispondono all’interesse dei cittadini e non a interessi di categoria?"

Cittadinanzattiva ricorda che l’Europa sta preparando una nuova direttiva in materia di ADR (alternative dispute resolution), attesa per l’autunno e destinata ad incidere ed incentivare ancora di più il ricorso agli strumenti di giustizia alternativa. "In questo contesto che senso ha tentare di arginare la portata di una legge sulla mediazione appena entrata in vigore? Ancora una volta – conclude l’Associazione dei consumatori – facciamo i conti con la totale assenza di valutazione di impatto della legislazione rispetto al quale il punto di vista del cittadino dovrebbe prevalere, sia perché la legge serva a chi deve utilizzare il servizio giustizia e si equilibrino le reali esigenze, evitando di favorire uno degli interessi di parte in gioco".

Secondo Assoutenti "l’accordo prevede alcune norme che rappresentano un sostanziale cedimento rispetto alla battaglia corporativa in corso da parte della Lobby degli avvocati: l’assistenza obbligatoria di un avvocato per tutto il procedimento della mediazione e l’obbligatorietà del tentativo di conciliazione solo per le controversie di valore inferiore a 5.000 euro". Il risultato sarebbe quello di rendere comunque più costosa la mediazione, dovendo pagare sia l’avvocato che il mediatore, e restringendo alle cause di piccolo valore l’applicabilità della mediazione, quindi fallendo l’obiettivo di decongestionare la giustizia civile.

"In questo modo – dichiara Mari Finzi, Presidente di Assoutenti – una delle pochissime innovazioni favorevoli agli utenti, approvate in questa legislatura, verrebbe praticamente vanificata, con l’ennesima vittoria di un potere forte, in questo caso l’avvocatura, che sta guidando, su un altro tavolo, la controriforma dell’ordinamento forense". La speranza di Assoutenti è che questa apertura da parte del Ministro sia condizionata dal clima elettorale e che il compromesso faccia la fine di tutte le promesse che questo Governo fa a tutte le categorie alla vigilia del voto.

 

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