GIUSTIZIA. Mediazione, Finzi (Assoutenti): “Quest’incertezza non giova, ma il processo va avanti”

Quello sulla mediazione obbligatoria è ormai un dibattito che occupa, quasi tutti i giorni, intere pagine di giornali essendo oggetto di interessi contrastanti e idee più o meno divergenti. Il mondo degli avvocati ha espresso sin dall’inizio la sua contrarietà alla norma ed ha avviato una serie di iniziative di protesta per sottolineare addirittura l’incostituzionalità della legge. Diversa la posizione dell’Associazione nazionale magistrati secondo cui la conciliazione in materia civile è passo avanti verso la deflazione dell’enorme carico arretrato pendente (5,5 milioni di processi). I magistrati, però, condividono alcune preoccupazioni con gli avvocati rispetto all’obbligatorietà della mediazione e rispetto alla formazione dei mediatori, che dovrebbero avere una formazione giuridica specifica nelle materie civili.

E sembra che neanche il Ministro della Giustizia sappia bene come muoversi: qualche giorno fa il Ministro Alfano ha proposto l’obbligatorietà dell’assistenza legale nei procedimenti di conciliazione e la costituzione di una cabina di regia permanente tra il Ministro e l’avvocatura per risolvere il problema urgente della riduzione dell’arretrato civile. Alfano sta comunque cercando un confronto con il mondo degli avvocati e con quello dei magistrati, ma la questione resta irrisolta e le criticità cui far fronte sono ancora tante.

Oggi, presso l’Università Roma Tre, ci sarà l’ennesimo convegno sulla mediazione, dove docenti universitari e specialisti del settore cercheranno di sciogliere qualche nodo.

Help Consumatori ha raggiunto il Presidente di Assoutenti, Mario Finzi che partecipa al convegno in qualità di membro della Camera di conciliazione e arbitrato della Consob, istituita l’estate scorsa per tutelare i risparmiatori e gli investitori non professionali nelle controversie con le banche o altri intermediari finanziari.

Qual è il bilancio dell’attività della Camera di conciliazione della Consob?

La Camera è partita a fine marzo e le prime istanze di conciliazione sono state immesse nei primi giorni di aprile. Da allora abbiamo avuto 60 istanze di conciliazione e di queste 16 non sono state accettate dall’intermediario mentre tutte le altre sì. Attualmente abbiamo quindi una quarantina di casi, di cui due sono stati già conclusi ed uno si è fermato addirittura prima perché l’intermediario ha voluto fare una transazione senza passare per la Camera di conciliazione. Per quanto riguarda l’arbitrato, invece, non c’è stata ancora nessuna richiesta perché, evidentemente, i risparmiatori confidano nella possibilità di raggiungere le proprie ragioni attraverso una conciliazione bonaria. Quindi diciamo che è un buon inizio e il mio giudizio su quest’attività è positivo e soprattutto ottimistico per il futuro. Tra conciliatori e arbitri abbiamo avuto oltre 3.000 domande e abbiamo accettato 1.700 conciliatori e poco più di 1000 arbitri. Purtroppo questi numeri non ci lasciano soddisfatti sul piano territoriale, perché la distribuzione non è uniforme, ad esempio a Roma, Milano e Napoli ci sono centinaia di conciliazioni, mentre in Sardegna, Molise e Umbria ne abbiamo pochissimi e questo non ci consente di dare la giusta risposta. Il nostro obiettivo è quello di rendere queste procedure più economiche possibili, ma non sempre riusciamo a nominare un conciliatore che sia fisicamente presente sul luogo o nelle vicinanze del consumatore.

Per quale motivo da alcuni territori sono arrivate poche domande di conciliatori?

Credo che dipenda dall’informazione. E’ stato difficile raggiungere con un’informazione capillare tutte le provincie d’Italia. Probabilmente, poi, in alcune provincie c’è stato uno scarso interesse a far parte della Camera di conciliazione. Per questo stiamo riflettendo sulla possibilità di modificare il regolamento permettendo aggiornamenti degli elenchi dei conciliatori e degli arbitri mirati territorialmente. Per quanto riguarda le richieste di conciliazione, invece, la rappresentazione territoriale è abbastanza omogenea: abbiamo domande che arrivano dal Trentino, dalla Sicilia, da grandi centri e da piccoli centri.

Qualche mese fa, prima che partisse l’attività della Camera, lei aveva posto un problema di scarsa chiarezza nei rapporti con la Consob. La cosa si è risolta?

Da un punto di vista strettamente giuridico, rispetto alla terzietà, il problema del rapporto tra la Camera di conciliazione e la Consob non si è ancora risolto, ma questo non incide sull’attività né sul funzionamento della Camera di conciliazione.

Entrando nel merito della normativa sulla mediazione obbligatoria, come ha inciso sull’attività della Camera di conciliazione della Consob?

Obiettivamente questa incertezza che c’è, in generale, sulla legge sulla mediazione, incertezza che riguarda l’obbligatorietà legata all’entità della controversia o alla presenza dell’avvocato, non ha giovato. Molte persone prima di attivare un’istanza di conciliazione stanno aspettando di capire quale sarà il regime vigente. Sicuramente l’altalena sulla piena o non piena applicabilità della legge sulla mediazione incide sulle scelte dei consumatori che vogliono avere un quadro chiaro.

Più in generale, come giudica il dibattito-scontro che si è scatenato sulla mediazione?

Intanto cominciamo a dire che in Parlamento la lobby degli avvocati è molto forte quindi ogni volta che un provvedimento deve passare dalle Commissioni giustizia della Camera e del Senato gli interessi degli avvocati riescono ad essere molto incisivi. C’è indubbiamente una debolezza nel Governo italiano nell’imporre delle scelte che sono scelte di crescita civile e organizzativa del Paese. Comunque io credo che il passo della mediazione sia ormai inarrestabile, anche perché arriveranno le norme europee che sono già in fase di scrittura che imporranno la mediazione come lo strumento primario per le cause di piccola entità. Quindi questa resistenza ha un respiro corto e potrà soltanto rallentare il processo ma non fermarlo, perché è un processo che coinvolge tutta l’Europa. Quindi conviene strutturarci bene e cominciare subito a lavorare perché il sistema sia efficace e produca maggiori diritti per i cittadini italiani.

di Antonella Giordano

La riproduzione di questo contenuto è autorizzata esclusivamente includendo il link di riferimento alla fonte Help Consumatori

Comments are closed.