GIUSTIZIA. Mediazione, Unioncamere: in 6 mesi risparmiati 80 mln di euro

In sei mesi il risparmio complessivo generato dal ricorso alla mediazione ammonta a 80 milioni di euro. Sono quasi 9 mila le richieste arrivate alle Camere di commercio, risolte in media in 43 giorni, con un costo pari al 3,5% del valore della controversia e dieci volte inferiore rispetto a una stessa causa finita davanti a un giudice ordinario. È quanto afferma Unioncamere in occasione della VIII Settimana nazionale della conciliazione delle Camere di commercio.

"Conciliare conviene e sembra che gli italiani se ne stiano accorgendo", sintetizza Unioncamere dalla lettura dei primi dati sulle procedure di mediazione condotte a termine dalla rete dei servizi di conciliazione delle Camere di commercio tra il 21 marzo – data in cui è entrata in vigore la mediazione obbligatoria – e il 30 settembre scorso.

L’Osservatorio di Unioncamere sulla conciliazione evidenzia infatti che, da marzo a settembre, le richieste di mediazione complessivamente depositate presso gli uffici camerali sono state 8.709, il 73% delle quali al 30 settembre risultava già definito. Di queste, nel 44% dei casi la controparte ha accettato di presentarsi davanti al mediatore e quattro volte su dieci la mediazione si è conclusa con un accordo ritenuto soddisfacente da entrambe le parti. Entro la fine dell’anno, si prevede che le richieste raggiungeranno quota 13 mila; sommate a quelle arrivate nei primi tre mesi del 2011, saranno circa 20 mila per l’intero anno.

Su 6.319 procedimenti giunti a definizione presso le Camere di commercio, nel 44% dei casi la parte invitata in mediazione si è effettivamente presentata davanti al mediatore e, nel 39% dei casi, è stato raggiunto un accordo positivo. Guardando poi all’evoluzione mensile delle mediazioni definite, la percentuale di quelle in cui si giunge ad un accordo tra le parti è cresciuta dal 26% del periodo marzo-aprile al 55% del mese di settembre. Da luglio in poi, la quota dei successi è sempre risultata superiore a quella degli insuccessi.

Conciliare conviene, rileva Unioncamere, soprattutto per il risparmio si crea per cittadini e imprese. In media ogni conciliazione costa quasi dieci volte meno di una causa che finisce in tribunale. Considerando che il valore medio delle conciliazioni gestite dalle Camere di commercio tra la fine di marzo e la fine di settembre è stato pari a 73.700 euro, si può concludere che il ricorso alla conciliazione presso le Camere abbia generato un risparmio effettivo di oltre 21 milioni di euro. Applicando gli stessi parametri sulle mediazioni (secondo il Ministero della Giustizia sono 33.685 i procedimenti dall’entrata in vigore della mediazione obbligatoria e fino alla fine di settembre), si può stimare che il risparmio realizzato a livello complessivo si avvicini a 80 milioni di euro.

"Una giustizia rapida, poco costosa, e al tempo stesso rispettosa dei diritti delle parti è possibile e lo stiamo dimostrando – ha commentato il Presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – L’attività delle Camere di Commercio dimostra che la mediazione civile e commerciale è una risposta efficace che incontra le esigenze delle imprese e dei cittadini e che può alleggerire il carico di lavoro dei Tribunali e, dunque, contribuire concretamente a rendere più snella ed efficace l’amministrazione della giustizia, uno degli obiettivi richiamati nella recente lettera d’intenti dell’Italia all’Unione Europea".

Fino a 10 mila euro, nel 70% dei casi l’accordo si raggiunge. Unioncamere prende in considerazione la quota del 55% delle mediazioni concluse con successo nel trimestre luglio-settembre. Ebbene: soprattutto per vertenze di importo più modesto, è facile arrivare a un accordo. Nelle vertenze fino a 1.000 euro di valore, la probabilità che la mediazione si concluda con un accordo tra le parti raggiunge infatti quasi il 90% dei casi. Se il valore sale a 5.000 euro, la probabilità di un accordo si attesta al 75%, mentre se si sposta l’asticella fino a 10.000 euro (valore entro il quale si colloca il 53% di tutte le procedure gestite dalle Camere) la probabilità di raggiungere un accordo soddisfacente si mantiene vicina al 70%.

Su cosa si dibatte? Quasi una controversia su sei(il 16,2%) tra quelle sottoposte ai Servizi di conciliazione camerali e giunta a definizione, ha avuto a che fare con la proprietà o l’uso di beni immobili. Seguono i contratti di locazione, con il 10,2% dei casi. A seguire, ci sono diverse tipologie di vertenze: si segnalano le mediazioni sui contratti bancari (8,8%), su quelli assicurativi (7,5%), sul risarcimento danni da responsabilità medica (5,7%), sulle divisioni di beni (5,1%) e sulle successioni ereditarie (4,8%). Infine, aggregando tra loro le categorie più affini, emerge che il settore dei contratti bancari, assicurativi e finanziari concentra il 20% di tutte le mediazioni dell’ultimo trimestre.

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