GIUSTIZIA. Mediazione civile, domani in vigore il decreto legislativo

Domani, 20 marzo, entra in vigore il Decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28 recante "Attuazione dell’articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali". Il Dlgs 28/2010 introduce nell’ordinamento giuridico italiano il nuovo istituto della mediazione civile e commerciale come metodo di risoluzione delle controversie alternativo rispetto al processo ordinario. L’obiettivo del provvedimento è risolvere le eventuali controversie in tempi ragionevoli o mediate un accordo amichevole o alla formulazione di una proposta per la risoluzione di una controversia civile e commerciale, fatta eccezione per quelle inerenti diritti indisponibili (ossia diritti della personalità, diritti non patrimoniali sui beni immateriali, molti diritti nascenti da rapporti familiari), attraverso un mediatore professionista con caratteristiche di imparzialità e idoneità al corretto e sollecito espletamento dell’incarico.

I soggetti, che intendono esercitare in giudizio un’azione relativa a diritti disponibili (condominio, successioni ereditarie, locazione, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica, contratti assicurativi, bancari e finanziari) devono preliminarmente ricorrere alla mediazione che diventa, dunque, condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Lo svolgimento della mediazione non preclude in ogni caso la concessione dei provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale.

Per accedere alla mediazione è sufficiente presentare una semplice domanda scritta, senza particolari formalità, che va depositata presso l’organismo di mediazione scelto. I consigli degli ordini degli avvocati possono istituire organismi di mediazione presso ciascun tribunale, avvalendosi di proprio personale e utilizzando i locali loro messi a disposizione dal presidente del tribunale.

Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a quattro mesi che decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione stessa all’organismo di mediazione.

Il provvedimento non ha riscontrato il parere favorevole delle Associazioni dei Consumatori: queste, infatti, che avevano presentato un emendamento che non è stato preso in considerazione. La proposta era di inserire un comma nel quale si impegnava e si delegava al Ministero dello Sviluppo economico di attuare una normativa per il riconoscimento degli accordi di conciliazione diretta che le Associazioni hanno stipulato con le imprese e che hanno ottenuto, finora, meritevoli successi.
Per saperne di più : http://www.mediazionecivile.it/

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