GIUSTIZIA. Mediazione civile, non c’è emendamento dei Consumatori

Mediazione civile, il Governo ha approvato il decreto legislativo. Come informa il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Giustizia Angelino Alfano, è stato approvato un decreto legislativo che, "in attuazione della delega conferita al Governo dalla legge n. 69 del 2009 in materia di processo civile, riforma la disciplina della mediazione finalizzata alla conciliazione di tutte le controversie in materia civile e commerciale, con obiettivi di deflazione dei processi e diffusione della cultura del ricorso a soluzioni alternative. Il decreto, inoltre, adegua la legislazione ad alcune norme comunitarie che disciplinano la mediazione. Il provvedimento ha ricevuto il parere favorevole delle Commissioni parlamentari".

Ma l’emendamento presentato dai Consumatori non c’è, anche se dall’applicazione della normativa approvata sono state escluse le conciliazioni paritetiche realizzate dalle associazioni.

La riforma aveva infatti suscitato le critiche del CNCU, che lo scorso ottobre aveva elaborato e presentato un emendamento.

Conferma a Help Consumatori il segretario generale Adiconsum Paolo Landi: "Ho parlato questa mattina con la responsabile dell’ufficio legislativo del ministero di Grazia e Giustizia per chiedere informazioni il merito al decreto sulla conciliazione. Mi ha confermato che oggi andava in Consiglio dei Ministri e che di innovazione su questo testo rispetto a quello discusso a suo tempo vi era l’estensione al settore assicurativo e inoltre la possibilità di portare in detrazione 500 euro nel caso di conciliazione positiva, e 250 euro nel caso di conciliazione negativa, mentre per quanto riguardo le nostre proposte, che avevamo elaborato come CNCU, lei mi ha confermato che non sono arrivate al Ministero di Grazia e Giustizia".

Quali erano le proposte? "La proposta era di inserire un comma nel quale si impegnava e si delegava al Ministero dello Sviluppo economico di attuare una normativa per il riconoscimento degli accordi di conciliazione diretta che abbiamo stipulato tra associazioni e imprese. Quindi il testo che è uscito dal Governo prevede la conciliazione obbligatoria, e a nostro avviso questo non è conforme alla legge delega, prevede la possibilità che nei vari contratti sia già indicato l’ente conciliatore, e a nostro avviso questo non è conforme alla terzietà, mentre mi ha confermato di avere corretto quella parte del decreto dove la conclusione della conciliazione veniva trasmessa al Giudice. Avevamo sollevato l’obiezione che era inopportuno influenzare il giudice rispetto alla conclusione della conciliatore. Lì mi ha fatto presente di aver corretto il testo".

"Per una valutazione più complessiva – conclude Landi – bisognerà vedere il testo definitivo. Tutto il lavoro che abbiamo svolto ha finito per essere inutile perché non abbiamo avuto né l’incontro con il Ministero di Grazia e Giustizia, né una audizione con la Commissione Giustizia la cui presidente, l’onorevole Bongiorno, si era dichiarata disponibile. Ritengo che qui ci sia una responsabilità anche da parte del sottosegretario Saglia, che si era impegnato ad attivare sia un incontro con il ministero di Grazia e Giustizia sia un’audizione in Commissione, e non abbiamo avuto né l’una né l’altra".

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