GIUSTIZIA. Mercato interno, passi avanti nel recepimento delle direttive UE

Resta stabile allo 0,9% la media delle direttive europee del mercato interno non ancora recepite nel diritto nazionale nonostante siano scaduti i termini di attuazione. Gli Stati membri centrano quindi, anche se di poco, l’obiettivo dell’1,0% stabilito dai capi di Stato e di governo nel 2007. Negli ultimi 12 mesi gli Stati membri sono riusciti anche a ridurre quasi del 40% il ritardo medio della trasposizione delle direttive UE nella legislazione nazionale. Sul versante dell’applicazione del diritto UE si registra una diminuzione delle infrazioni pari all’11% rispetto a 6 mesi fa.

E’ quanto emerge dall’ultimo Quadro di valutazione del mercato interno che, in questa edizione, dedica una sezione alle buone pratiche delle misure nazionali adottate. Grecia, Portogallo e Lussemburgo detengono il primato dei progressi compiuti, registrando i migliori risultati di sempre, mentre solo 6 mesi fa riportavano il deficit di recepimento più elevato dell’UE. Malta si conferma ancora una volta leader degli Stati "virtuosi", con due sole direttive in attesa di recepimento; altri 7 Stati membri, tra cui l’Italia, hanno invece mancato l’obiettivo dell’1%. L’Italia ha raddoppiato il proprio deficit passando dall’1,1% al 2,1% e presenta ora la percentuale più elevata tra i 27 Stati membri.

Per quanto riguarda le infrazioni, negli ultimi anni la Commissione ha introdotto diversi strumenti alternativi per la soluzione dei problemi e la gestione delle denunce, il che incide in maniera considerevole sui miglioramenti riscontrati. Nonostante i progressi, fiscalità e ambiente rimangono i settori in cui si registra il maggior numero di infrazioni. Ad oggi la media dei procedimenti di infrazione aperti è di 40 cause per Stato membro, rispetto alle 46 cause di 6 mesi fa. La maggior parte dei casi di infrazione ancora in sospeso riguarda il Belgio, seguito da Grecia e Italia. Gli Stati membri impiegano un tempo relativamente lungo, in media oltre 18 mesi, per conformarsi alle sentenze della Corte di giustizia dell’UE, nonostante l’obbligo di adottare misure immediate. I maggiori ritardi riguardano l’Irlanda, che impiega in media circa 25 mesi per allinearsi alle sentenze.

Michel Barnier, commissario per il Mercato interno e i servizi, ha dichiarato: "Nonostante le difficoltà economiche attuali, sono lieto di constatare che i governi continuano a impegnarsi per rispettare i tempi di recepimento delle regole del mercato interno nell’ordinamento nazionale. Anche alcuni paesi duramente colpiti dalla crisi non si sono rifugiati nel protezionismo, continuando a rispettare le regole del mercato interno. Questi risultati sostengono e addirittura rafforzano la consapevolezza che l’Europa ha bisogno un vero mercato interno: questa è e rimarrà la nostra risorsa di sviluppo sostenibile".

 

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