GIUSTIZIA. Mettere telecamere negli spazi comuni del condominio non è reato. Sentenza Cassazione

Mettere videocamere nei condomini, per sorvegliare alcune parti dello stabile comuni a tutti gli inquilini, non costituisce reato. Lo ha deciso una sentenza della Corte di Cassazione in seguito alla contestazione fatta ad un cittadino che, nel 2003, aveva istallato due telecamere sul balcone di casa propria collegate, tramite una presa scart, al suo televisore. Questo gli consentiva di guardare le immagini riprese direttamente sulla propria tv.

Il Tribunale di Rovereto aveva condannato l’inquilino "spione" al reato di invasione della privacy, spiegando che "anche una sola ripresa relativa all’altrui proprietà esclusiva risulterebbe comunque invasiva della riservatezza; anche la ripresa di parti comuni, sia pure ad opera di uno dei comproprietari, invade la sfera giuridica degli altri comproprietari".

La Cassazione, con la sentenza del 26 novembre 2008, ha annullato la condanna concludendo che la ripresa di immagini attinenti alla vita privata che si svolgono in ambito domiciliare protetto, non costituiscono reato.

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