GIUSTIZIA. Milano, continua il processo “derivati”

MILANO – Per il dossier "derivati al Comune di Milano", che costerà oltre 100 milioni di euro ai cittadini che risiedono sotto la Madonnina, il pm non ammette sconti e scorciatoie e ribadisce: tutti gli imputati a processo. Nell’udienza che si è tenuta oggi al tribunale di Milano, Alfredo Robledo procuratore aggiunto di Milano ha chiesto di nuovo al gup Simone Luerti il rinvio a giudizio di quattro banche (Deutsche Bank, Gp Morgan, Depfa Bank e Ubs) e di 13 persone – i manager degli istituti di credito, Giorgio Porta, ex dg del Comune e il consulente esterno Mario Mauri, esperto incaricato della ristrutturazione del debito comunale – accusate di truffa aggravata in relazione al contratto derivato stipulato cinque anni fa con Palazzo Marino.

Per l’accusa ci fu infatti un lauto profitto in violazione delle norme che regolano i derivati e a danno del Comune – che si è costituito nella causa come parte offesa – e dei cittadini milanesi.

Al centro della vicenda ci sono infatti in particolare, presunte irregolarità legate all’emissione di un bond da un miliardo e 685 milioni di euro sottoscritto dal Comune di Milano nel periodo 2005-2008. Secondo l’accusa, dall’emissione dei derivati agganciati allo stesso bond, gli indagati avrebbero fatto guadagnare illecitamente alle banche finite sotto inchiesta oltre 100 milioni ai danni di Palazzo Marino.

Nel corso dell’udienza preliminare di oggi, il procuratore nella sua ricostruzione dei fatti durata oltre due ore, ha ribadito che dall’operazione ai danni del Comune di Milano le banche, avrebbero tratto lauti profitti e ha quantificato che la truffa al momento della sottoscrizione del contratto derivato (giugno 2005) ammontava a 52 milioni, somma che però poi è raddoppiata fino a toccare gli attuali 101 milioni di euro circa.

Nell’udienza che si è tenuta questa mattina, intanto, il gup ha rigettato l’eccezione delle banche straniere circa la mancata traduzione degli atti. In un’ordinanza di dieci pagine il giudice ha spiegato infatti che gli enti, avendo interloquito fino a quel momento in lingua italiana, non hanno diritto alla traduzione dall’inglese. Infine, l’udienza preliminare proseguirà con gli interventi degli avvocati difensori , che si terranno nei giorni 11, 18 e 19 febbraio prossimo.

di Flora Cappelluti

 

 

 

 

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