GIUSTIZIA. Modica Alberti (Cittadinanzattiva): “Agenda dei cittadini diversa da quella pubblica”

Nella giustizia l’agenda politica è completamente diversa da quella dei cittadini. È quanto emerge dalle parole di Mimma Modica Alberti, Responsabile Giustizia per i diritti, Cittadinanzattiva, che ad Help Consumatori ha fornito il quadro dei principali nodi problematici emersi dal Primo Rapporto Pit Giustizia.

Perché il sistema della giustizia ne esce con la totale mancanza di fiducia dei cittadini? "Abbiamo individuato almeno tre interlocutori che dall’esperienza i cittadini focalizzano come problematiche: gli avvocati e i consulenti tecnici di ufficio, c’è un ruolo della magistratura, c’è una responsabilità delle istituzioni – spiega Modica Alberti – Possiamo dire che c’è un problema deontologico da parte dell’avvocatura, c’è un problema non risolto della riforma della giustizia civile che riguarda i tempi di consegna degli elaborati, la richiesta ripetuta di rinvio per la consegna, il fatto che a volte non sono specialisti della materia e questo comporta l’aggravio di costi, perché bisogna trovare lo specialista e i tempi si allungano. Poi c’è un problema di responsabilità istituzionali generali, di mancata adozione di provvedimenti. Il dato che emerge è che il ricorso al gratuito patrocinio non è consueto, è un dato bassissimo, e questo ci dice che gli avvocati non lo propongono. Non lo propongono perché le risorse sono poche e perché anche i tempi di pagamento sono troppo lunghi. Noi mettiamo in condizione una fascia di popolazione che non è minima di non poter accedere alla giustizia, perché la giustizia ha un costo. E allora i cittadini cosa fanno? C’è un problema deontologico generale che riguarda il fatto che, ad esempio, o si abbandona il cliente appena comincia a fare troppe domande, o non si rispettano i termini delle decorrenze, oppure non si presentano i documenti, e altro ancora".

Ci sono poi le questioni legate a dinamiche sociali e un gap Nord-Sud in tema di sanità. "C’è un problema della società, è vero, nel senso che il 50% delle segnalazioni nel civile riguardano privati, si litiga nei condomini, in famiglia, per le successioni, per un incidente stradale, ma allora la giustizia non riesce ad organizzarsi in maniera adeguata, attraverso una migliore organizzazione dei propri tribunali – rileva Modica Alberti – C’è una differenza Nord-Sud e c’è una differenza nelle materie del civile. Non è più tempo per dire che in Italia la giustizia non funziona. Da cittadini abbiamo interesse a dire che funzioni. Se è vero che la sanità è un problema, la sanità resta un problema anche nei tribunali, e soprattutto al Sud, e questo la dice lunga su una lettura dei problemi del Sud. Alcune forze di malavita, di organizzazioni collaterali, speculano sulla sanità, si arricchiscono, la sanità è gestita senza un criterio di merito, senza organizzazione razionale – certamente sto generalizzando, ci sono le eccezioni, ma noi parliamo dei mali – dunque c’è un problema Nord-Sud del paese che riguarda la sanità. La sanità soffre di una crisi di gestione, strutturale, organizzativa, che non riesce a recuperare. Se a questo ci aggiungiamo la malavita organizzata, i gruppi di pressione malavitosi, c’è un problema del paese. E allora non è più possibile che la pubblica amministrazione intasa se stessa nei tribunali portandoci conflitti che riguardano la sicurezza dei cittadini nelle strutture sanitarie. Poi i reati si prescrivono, se sono penali, prima ancora di essere conclusi. E questo significa che né al presunto imputato responsabile né ai cittadini conviene: se il medico ha ragione, e fino a quando non è condannato lo ha, non la possibilità di affermarla. Noi chiediamo la sospensione dei tempi di prescrizione fino a quando non si esplicano alcuni passaggi".

Il dibattito politico sulla giustizia e sulle riforme va avanti. Ma sembra staccato dalle esigenze dei cittadini. "C’è un’agenda pubblica, e c’è un’agenda dei cittadini, e non si incontrano, non ci sono punti di contatto – spiega la Responsabile Giustizia per i diritti – Vorremmo sapere: la separazione della carriere quanto incide sui tempi dei processi? Non discutiamo che non sia un elemento da sottoporre a discussione politica all’interno degli schieramenti, ma il problema è che quella decisione non risolve il problema dei tempi. L’immunità delle alte cariche istituzionali è una realtà del paese su cui bisogna discutere ma dall’altra parte ci sono i cittadini che chiedono che si riducano i tempi di convocazione delle udienze. Credo che l’agenda dei cittadini sia molto più vicina ai contenuti, ai problemi segnalati nella Relazione di apertura dell’Anno giudiziario. Sta tutti lì. A noi interessa che le istituzioni si assumano le responsabilità. La riforma del processo civile non ha risolto i problemi della giustizia, perché non ha affrontato il problema dei CTU (consulente tecnico d’ufficio, ndr) e dunque il ruolo dei consulenti fino in fondo".

di Sabrina Bergamini

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