GIUSTIZIA. Multiproprietà, da Milano una vittoria per Confconsumatori

Dal Tribunale di Milano – sezione distaccata di Rho – arriva una sentenza a favore di un consumatore che ha stipulato un contratto d’acquisto del diritto di multiproprietà. Il Tribunale ha accolto l’opposizione di un associato Confconsumatori contro il decreto ingiuntivo che gli chiedeva di pagare, a favore della finanziaria, le somme relative ad un contratto di finanziamento sottoscritto in occasione della stipulazione di un contratto di acquisto del diritto di multiproprietà.

Secondo il Tribunale c’era un collegamento "funzionale" tra la richiesta di finanziamento e l’acquisto del diritto di multiproprietà, descritto nel contratto di finanziamento stesso. Da ciò deriva che l’eventuale nullità o la risoluzione del contratto di vendita del bene si riflettano sulla validità ed efficacia del contratto di mutuo.

In particolare il Tribunale ha riconosciuto la nullità, ex art 1418 Codice Civile, del contratto di acquisto per indeterminatezza o indeterminabilità dell’oggetto, per incertezza sul luogo e sul periodo nel quale il diritto acquistato poteva essere esercitato.

La sentenza ha, inoltre, precisato che, poiché "della somma concessa in mutuo (…) ha beneficiato il venditore e non il mutuatario, la richiesta di restituzione non va rivolta a quest’ultimo", bensì al venditore.

"Anche questa sentenza – ha dichiarato l’avv. Sabrina Contino, legale di Confconsumatori Lombardia, che ha tutelato l’acquirente – si uniforma a quella giurisprudenza che va ormai consolidandosi e che riconosce il collegamento negoziale tra il contratto di acquisto e la richiesta di finanziamento. Essa riveste poi importanza, in quanto afferma che la somma mutuata non deve essere restituita alla società finanziaria dall’acquirente, bensì dal venditore che ha effettivamente beneficiato delle somme".

 

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