GIUSTIZIA. Notai d’Europa: cittadini non-nazionali arricchiranno professione

Per i Notai d’Europa "l’abolizione della condizione di nazionalità non modificherà in nulla la qualità dei servizi resi alle famiglie e alle imprese europee. Inoltre, i Notai d’Europa considerano che sia un arricchimento la possibilità di accogliere tra loro dei cittadini non-nazionali, sapendo che saranno sottoposti agli stessi controlli e alle stesse regole di esercizio della professione fissate dagli Stati membri".

È quanto afferma in una nota stampa il Consiglio dei Notariati dell’Unione Europea accogliendo in questo modo la pronuncia della Corte di Giustizia che ha dichiarato illegittimo il requisito di cittadinanza richiesto da alcuni Stati europei per esercitare l’attività notarile. Sulla decisione, commenta Rudolf Kaindl, presidente del Consiglio dei Notariati dell’Unione Europea: "L’abolizione della condizione di nazionalità non ci impedirà di continuare ad assicurare un servizio pubblico giuridico di prossimità, al servizio dei cittadini e delle imprese. In questa ottica, i Notai d’Europa si rallegrano del riconoscimento da parte della Corte di Giustizia delle specificità che caratterizzano la professione notarile".

Per il Consiglio Nazionale del Notariato italiano, dalla Corte arriva il riconoscimento della specificità della funzione svolta dai notai. I notai italiani in particolare tendono a precisare che "il Notariato italiano non è stato coinvolto nella pronuncia della Corte Ue perché già dal 2003 aveva suggerito al Legislatore nazionale l’abolizione della condizione di nazionalità per l’accesso alla professione (riforma introdotta effettivamente con legge comunitaria 2003). In particolare, tale legge ha previsto la possibilità per tutti i cittadini europei laureati in giurisprudenza di sostenere il concorso notarile in Italia, in perfetta parità con i cittadini italiani".

E aggiunge che "la Corte di Giustizia conferma le specificità della funzione notarile come ragione imperativa d’interesse generale. Riconosce il ruolo essenziale del notaio come garante della legalità e della sicurezza giuridica degli atti. Il Notariato italiano – aggiunge – è sempre stato consapevole che i pubblici poteri delegati dallo Stato al notaio non rientrano nella ristretta nozione – già elaborata in precedenti decisioni della Corte Ue – di "poteri pubblici in senso comunitario", nozione limitata ai poteri coercitivi riservati a Magistratura e Forze di Polizia dello Stato, per i quali solamente potrebbe essere prevista l’attribuzione ai soli cittadini italiani".

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