GIUSTIZIA. Processo breve, una “truffa” per i cittadini

Reazioni di sconforto e disaccordo da parte delle Associazioni dei consumatori per il testo sulla riforma della giustizia depositato ieri in Senato dal gruppo del Pdl, sottoscritto anche dalla Lega. "Noi siamo i primi a rivendicare la necessità e l’urgenza di una riduzione dei tempi dei processi, è soprattutto per tutelare la parte più debole del Paese che ve ne è bisogno – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef – Per questo motivo non siamo disposti ad accettare che si camuffi come una legge destinata a tali scopi una riforma vergognosa ed inaccettabile come quella della giustizia all’ordine del giorno del Governo".

Federconsumatori e Adusbef avvertono, infatti, che "più che di una riforma si tratta di una vera e propria sanatoria, che, di fatto, per salvare una sola persona, permetterà a bancarottieri ed avvelenatori di cibi di scampare alla giustizia".

Secondo le Associazioni cadrebbero in prescrizione tutti quei delicati processi che riguardano risparmiatori truffati, cittadini avvelenati dalle frodi alimentari, oltre che lavoratori gravemente danneggiati dalla mancata sicurezza degli impianti.

"Lo consideriamo un gravissimo affronto nei confronti di tutti i cittadini, che vedono ridursi drasticamente la possibilità di ottenere giustizia per gravi torti subiti, quelli cioè che necessitano di processi delicati e che, in pratica, sono destinati a cadere in prescrizione. Pensiamo ad esempio ai processi riguardanti il risparmio tradito, i crack Parmalat e Cirio – spiegano Trefiletti e Lannutti – Per ridurre veramente la durata dei processi è indispensabile una riforma organica, che preveda maggiori fondi al sistema giudiziario ed una riorganizzazione tesa ad aumentarne l’efficienza. Quella che si sta mettendo in atto, invece, è una manovra che, al posto di abbreviare i tempi, rischia di annullare del tutto l’efficacia dei processi e la certezza della giustizia".

"Nel caso si intenda procedere in questa direzione – concludono Federconsumatori e Adusbef – le nostre associazioni avvieranno iniziative, ricorrendo in ogni sede a tutti i mezzi possibili, dalla Corte Costituzionale, alla Corte Europea, al Referendum, per fare in modo che un tale scempio non entri nel nostro ordinamento".

Altrettanto duro il commento di Cittadinanzattiva. "Il ddl sul processo breve depositato in Senato non aiuta a risolvere l’irragionevole durata dei processi, assomiglia, di fatto, ad una parziale amnistia, ci pare assai discutibile sotto il profilo della qualità delle norme". Lo ha detto Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, che proprio martedì scorso ha presentato a Roma il 1° Rapporto Pit su cittadini e giustizia in Italia. "Una vera riforma della giustizia ha bisogno di scelte più organiche e radicali. Sarebbe, per esempio fondamentale, introdurre la sospensione del corso della prescrizione per tutta la durata del processo, come già previsto per il processo civile".

"Imporre per legge una durata di due anni – continua Petrangolini – porterebbe sì al rispetto formale dei termini per la giusta durata del processo, ma finirebbe con lo svuotare completamente di significato la stessa funzione del servizio giustizia. In altre parole, forse avremo anche processi di due anni ma non avremo giustizia. La prescrizione del reato è un vero e proprio buco nero del sistema penale che finisce per inghiottire un numero spropositato di processi. In questo modo non solo viene vanificato il lavoro di innumerevoli operatori giudiziari e bruciate enormi risorse finanziarie, ma l’accertamento processuale diventa virtuale e privo di esito utile".

"In secondo luogo, le disfunzioni conseguenti, come dimostra ancora il Rapporto Pit Giustizia di Cittadinanzattiva, finirebbero per colpire i più deboli nel processo, cioè le vittime dei reati. Che ne uscirebbero danneggiati proprio nei procedimenti più delicati per il loro aspetto sociale, come l’errore medico, un reato che già oggi finisce quasi sempre sotto la scure della prescrizione, o il risparmio tradito, come i casi Parmalat e Cirio". "A questo si aggiunga poi la scarsa qualità di questa legge: creare diversità di trattamento tra tipologie di reati,e dunque tra tipologie di colpevoli, va contro il principio costituzionale della parità di trattamento".

"Infine – conclude Petrangolini – rischiano di cadere in prescrizione anche importanti processi in tema di corruzione. Come giustificarlo, soprattutto di fronte al dato che vede il nostro Paese occupare una posizione sempre più bassa nelle classifiche internazionali relative proprio alla corruzione? Sarebbe stranamente contraddittorio, inoltre, per questo governo, impegnarsi così tanto per una maggiore trasparenza dell’amministrazione pubblica e allo stesso tempo chiudere i processi per corruzione senza accertare le responsabilità".

Secondo Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori, questa è "una legge contro i cittadini, un insulto, una vera e propria amnistia campata in aria che danneggia ancora una volta i cittadini". "Non si risolve il problema della lungaggine dei processi buttando all’aria il lavoro di magistrati e dei tribunali e il sacrosanto diritto di giustizia degli italiani – sostiene Miozzi – quello che va fatto in primo luogo è completare i processi". "E’ folle – continua il presidente MC – pensare che i processi in corso possano essere eliminati con un colpo di spugna. Una prescrizione che ci porta a subire una condizione di profonda e di inaccettabile ingiustizia".

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