GIUSTIZIA. Processo penale, Indagine Eurispes: ecco le ragioni della paralisi

In una udienza mediamente solo il 28,6% dei processi trattati si conclude con una sentenza (51,4% di condanne, 23,1% di assoluzioni, 21,2% di estinzione del reato, in larga parte per prescrizione del reato). Il 69,7% dei processi trattati viene rinviato ad altra udienza (mentre l’1,7% viene restituito al Pubblico Ministero per nullità procedurali): solo una piccola percentuale di rinvii è dovuta al legittimo impedimento dell’imputato o del difensore, la maggior parte è dovuta ad assenza del Giudice o a precarietà del Collegio Giudicante, a questioni di incompetenza territoriale o di incompatibilità del Giudice. Ben il 13,4% dei processi viene complessivamente rinviato per omessa o irregolare notifica della citazione all’imputato (7,8%), al difensore (3,6%) o alla parte offesa (2%).

Sono questi i principali dati dell’indagine realizzata e presentata oggi dall’Eurispes, che ha monitorato oltre 1.600 processi penali a Roma in cinque diverse giornate di aprile-maggio 2007, nelle oltre trenta aule monocratiche e collegiali quotidianamente attive. Obiettivo: realizzare, per la prima volta in Italia, un monitoraggio del processo penale fondato non sulla raccolta di dati generali, ma sul rilevamento dei dati sul campo.

Secondo l’indagine, circa il 6% delle udienze risulta dedicata alla sola fase della discussione, comprese le eventuali repliche. A questo si deve aggiungere il 20% dei rinvii legati alla celebrazione della prima udienza, dedicata alla sola decisione di eventuali questioni preliminari, e alla ammissione delle prove richieste dalle parti. Considerando, poi, il numero totale dei processi destinati alla trattazione istruttoria (esame testimoni, periti e parti processuali), ben il 9,6% viene rinviato, perchè omessa o irregolarmente effettuata la notifica da parte del Pubblico Ministero e ben il 23,9% perchè i testi, regolarmente citati dal PM, non sono comparsi.

"La ricerca – si legge nella nota dell’Eurispes – evidenzia il dato più clamoroso e inequivocabile circa le ragioni della paralisi del processo penale: l’assoluto naufragio del sistema delle notificazioni da un lato, l’inefficacia coercitiva della citazione testimoniale pur proveniente da un ufficio giudiziario pubblico. Il processo non funziona per ragioni strutturali, amministrative, organizzative dell’apparato giudiziario".

Il Presidente della Camera Penale di Roma, Gian Domanico Caizza, ha annunciato che chiederà di poter incontrare quanto prima il Ministro della Giustizia On. Clemente Mastella per sottoporre personalmente alla sua attenzione i risultati della ricerca.

Scarica la sintesi dell’indagine

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