GIUSTIZIA. Processo telematico, il sostegno dell’Abi

Le banche italiane sono in prima linea nel sostegno per il varo del processo civile telematico: basti pensare che hanno messo a disposizione 3,4 milioni di euro negli anni tra il 2007 e il 2008. Il progetto volto a consentire l’invio telematico degli atti processuali e la gestione integrata di tutte le informazioni relative ai procedimenti, è stato, infatti, realizzato nell’ambito dell’intesa siglata dal Ministero con l’Associazione bancaria nel novembre del 2006 per il consolidamento e la diffusione del Processo civile telematico. "Lo sviluppo della giustizia elettronica è un elemento essenziale di modernizzazione e competitività per il nostro Paese poiché realizza un contesto operativo positivo per cittadini e imprese". Ha così commentato il Presidente dell’ABI, Corrado Faissola, aggiungendo: "Le nuove tecnologie applicate alla giustizia costituiscono un fondamentale vettore di cambiamento non solo organizzativo, ma soprattutto culturale."

Dunque, procedure più semplici e veloci. Tempi certi e più rapidi per atti e procedimenti giudiziari. Maggiore efficienza, trasparenza e qualità del servizio per i singoli cittadini e per le imprese: la "giustizia elettronica" è lo strumento per garantire efficienza e trasparenza e come fattore di crescita economica e stimolo della competitività del Paese,

Documentazione e informazioni saranno disponibili online e, quindi, facilmente accessibili, le procedure saranno semplificate e i costi dei servizi ridotti a beneficio degli utenti. Per gli avvocati e i cancellieri sarà più veloce e sicuro consultare ‘online’ una pratica servendosi della rete di accesso PolisWeb, 130 sono i punti già attivi sul territorio nazionale per gli uffici e 60 sono quelli in funzione presso le sezioni giudiziarie, per un totale di circa 160.000 utenti abilitati.

Le nuove funzionalità del processo civile telematico sono già operative dalla metà di marzo presso il Tribunale ‘pilota’ di Verona e saranno estese nei prossimi mesi, secondo quanto emerge dagli ultimi incontri del Comitato di coordinamento del progetto composto da rappresentanti del Ministero della Giustizia e dell’ABI, presso i tribunali di Genova, Padova, Catania, Brescia, Milano, Torino e Roma.

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