GIUSTIZIA. Rapporto 2010 del Mediatore Europeo: 70% delle denunce fatte via Internet

L’85% delle denunce ricevute nel 2010 dal Mediatore europeo, Nikiforos Diamandouros, sono state inviate via Internet; il 52% del totale dei casi è stato completato in 3 mesi. La maggior parte delle denunce sono arrivate dal Lussemburgo, mentre gli inglesi sono i cittadini europei che meno fanno ricorso al Mediatore europeo. Ben 219 denunce erano contro la Commissione europea, 35 contro l’EPSO (ufficio europeo di selezione del personale) e 22 contro il Parlamento Europeo.

Sono alcuni dati del rapporto annuale 2010 presentato da Diamandouros durante la sessione plenaria a Strasburgo del Parlamento Europeo. Gli eurodeputati hanno applaudito il lavoro svolto, sottolineando con preoccupazione il numero crescente di denunce presentate contro la Commissione. Il numero complessivo di denunce presentate dai cittadini europei è diminuito rispetto al 2009, ma la causa è la scarsa conoscenza dei poteri conferiti al Mediatore: il 70% delle denunce ricevute sarebbero dovute arrivare al difensore civico nazionale. Le denunce che possono essere accettate dal Mediatore Europeo devono riguardare la trasgressione di una legge dell’UE da parte di un’istituzione europea.

Per evitare malintesi, Diamandouros ha riorganizzato completamente il suo sito facendolo diventare una guida interattiva capace di fornire le risposte a chi vuole inviare una denuncia.

Le denunce esaminate nel 2010 a chi erano indirizzate principalmente? Le accuse possono essere divise in 5 categorie: la mancanza di trasparenza, appalti e sovvenzioni, denunce da parte dei lavoratori delle istituzioni europee (prima – o invece – di andare in tribunale), l’ufficio europeo di selezione del personale e il ruolo della Commissione come garante dei trattati. Tutti i cittadini possono sporgere denuncia se ritengono che la Commissione non segua correttamente le procedure o nel caso in cui un paese membro non rispetti le leggi dell’UE.

Diamandouros controlla da vicino la maniera in cui le istituzioni rispondono alle sue critiche. A 6 mesi dall’invio di una comunicazione, richiede un rapporto per sapere cosa è stato fatto. Una sua strategia consiste nel mantenere un dialogo costante con i cittadini che hanno sporto denuncia; un modo per raggiungere i cittadini di 27 paesi oltre a quelli dei paesi candidati ed essere al loro servizio.

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