GIUSTIZIA. Rifiutopoli: ritorna “Mister 10%”

"Il lupo perde il pelo ma non il vizio". E’ il commento del Pubblico Ministero della Procura di Busto Arsizio, dott. Luca Gaglio, riferendosi all’arresto di Mario Chiesa, già protagonista della Tangentopoli anni ’90, e di altre 9 persone, con l’accusa di traffico illecito di rifiuti e associazione per delinquere, a margine della conferenza stampa di stamani, tenutasi presso la Procura di Busto Arsizio.

L’operazione REWIND, "ritorno al passato", è nata, come affermato dal Procuratore Capo Dott. Vettori, dal Colonnello Sarno del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente di Treviso e dal Comandante De Nicoli del NOE di Milano, dal filone della precedente "Operazione Grisù".

Indagine sempre in capo alla Procura di Busto Arsizio, seguita dal PM Cristina Roveda che aveva, allora, blindato l’inceneritore ACCAM di Busto Arsizio, il quarto della Lombardia per quantità incenerite, e portato a ben 19 arresti e 19 co-indagati.

Per questo nuovo filone, già nel dicembre 2007, il PM Roveda aveva chiesto un procedimento di custodia cautelare nei confronti di Chiesa, ma il trasferimento dello stesso PM alla procura di Milano e l’alta rotazione di magistrati presso la procura di Busto Arsizio, ne aveva, di fatto, bloccato l’esecuzione.

Ma, nel contempo, il lavoro del NOE nel districare la fitta rete di illeciti era continuato per tutto il 2008, fino a quando il PM Gaglio non ha riaperto il fascicolo e grazie, soprattutto, alle intercettazioni telefoniche, è stato possibile accertare i reati perpetrati ed arrivare all’operazione odierna.

Blitz, scattato alle prime ore di ieri, 31 marzo, con gli arresti di Chiesa, dei 3 fratelli Balestrucci titolari de "La Solarese", dei 4 autisti degli automezzi che trasportavano i rifiuti, e dei domiciliari per 2 dipendenti delle municipalizzate coinvolte, oltre le 28 perquisizioni tra le province di Brescia, Milano, Como, Alessandria, Pavia e Varese.

Il meccanismo di truffa veniva attuato in una modalità, definita dal Colonnello Sarno del Noe, "a basso regime economico", corrompendo funzionari ed addetti al controllo rifiuti con buoni benzina, buoni pasto o abbigliamento, fino a 5000 euro al mese per ogni persona coinvolta.

Regista del meccanismo quasi perfetto, in cui ognuno otteneva vantaggi economici illeciti, era Mario Chiesa che, in qualità di amministratore della "Servizi Ecologici Milanese srl", con sede a Milano, era incaricato di "procacciare" affari da comuni e aziende private che avevano necessità di smaltire rifiuti speciali, grazie alla sua rete di conoscenze, molto fitta ed articolata.

Tutti i bandi che venivano vinti al ribasso dalla SEM srl , provocando la turbativa delle gare d’asta indette per l’affidamento dei servizi di raccolta e smaltimento, da parte degli enti pubblici, venivano appaltati a "La Solarese S.p.A " dei fratelli Balestrucci, con sede a Solaro, la quale svolgeva, di fatto, "il lavoro sporco".

La truffa, ai danni dei comuni, avveniva in fase di fatturazione delle operazioni di smaltimento: le fatture venivano falsificate, con quantità gonfiate fino al 60% in più (ma il consiglio di Chiesa ai suoi complici era quello di rimanere intorno al 10%), arrivando a alterare i certificati delle analisi chimico-fisiche condotte sui rifiuti, e corrompendo i dipendenti pubblici e privati addetti alla pesatura e al controllo dei rifiuti.

"La Solarese" avrebbe dovuto, invece, incaricarsi di trattare e stipare rifiuti conferiti presso la propria sede mentre, in realtà, attraverso un meccanismo di "giro bolla" trasformava sulla carta il tipo di materiale e lo trasferiva illecitamente per lo smaltimento, presso discariche come la "SARI GROUP" di Albonese (PV), la "COGEME" di Provaglio d’Iseo (BS), e la "AEM" di Malagnino (CR).

Oltre il giro d’affari, ipotizzato intorno ai 2 milioni di euro, il danno ingente e non ancora quantificabile è quello compiuto a danno dei comuni e, conseguentemente dei cittadini, coinvolti. Come confermato dagli inquirenti, con il falso aumento delle quantità di rifiuti smaltiti in discarica aumentavano, proporzionalmente, le tariffe a carico dei cittadini.

di Rosy Battaglia

 

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