GIUSTIZIA. Riforma forense, Adiconsum: “No all’esclusività dei legali nelle conciliazioni”

Continua a far discutere il testo di riforma delle professioni in discussione al Senato. Adiconsum esprime preoccupazione per il fatto che nella riforma "si tende a far sì che la consulenza in materia di conciliazione extragiudiziale sia materia esclusiva dei legali. In più nel decreto in materia di "Mediazione e conciliazione delle controversie civili e commerciali" si afferma l’obbligatorietà di ricorso alla procedura di conciliazione per poter accedere successivamente al giudice".

Adiconsum sottolinea che le Associazioni Consumatori hanno una vasta esperienza di procedure conciliative. Solo negli ultimi due anni sono stati oltre 100.000 i consumatori che ne hanno beneficiato, evitando in tal modo di ricorrere al giudice di pace o di rimanere vittime senza alcun risarcimento. Le conciliazioni realizzate coinvolgono ormai tutti i settori (telefonico, bancario, assicurativo, trasporti, energia, servizi pubblici locali), nonché le principali imprese.

"Conciliazioni realizzate in base a protocolli sottoscritti che prevedono una conciliazione diretta tra il rappresentante delle Associazioni Consumatori e il rappresentante delle imprese, con risultati positivi nel 90% dei casi, e gratuiti per il consumatore".

Dunque Adiconsum è favorevole allo sviluppo delle procedure conciliative "ma vede nei due vincoli di esclusività ed obbligatorietà, la trasformazione di un’esperienza positiva in un grande business della giustizia privata". Infatti "una cosa è accedere ad una procedura volontaria altra cosa è essere obbligati da una legge. Già nel settore del lavoro dove le procedure sono obbligatorie, ma non costose, le conciliazioni positive sono una minoranza".

"La conciliazione civile e commerciale al contrario sarebbe anche costosa, perché così prevede la legge. In altre parole, il rischio per il cittadino è di avere un doppio costo di accesso alla giustizia: prima un costo per l’accesso alla conciliazione obbligata e, in caso di insuccesso, un secondo costo per rivolgersi al giudice".

Adiconsum rivolge, quindi, un appello al Parlamento affinché riconsideri "i vincoli dell’esclusività e dell’obbligatorietà, che se approvati, ci riporterebbero alla logica delle corporazioni con la conseguenza di trasformare la giustizia in un grande business privato".

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