GIUSTIZIA. Riforma forense, MDC: il Prof. Alpa si dimetta da Presidente del CNF

Dopo la presa di posizione dell’Unione dei Giovani Avvocati Italiani che il 28 novembre a Roma, in Piazza Navona, manifesteranno il proprio dissenso alla riforma forense, anche gli imprenditori esprimono il loro disaccordo. Dodici associazioni imprenditoriali, infatti, hanno scritto una lettera al Governo e al Parlamento in cui si lamenta che il testo di riforma, all’esame della Commissione Giustizia del Senato, mette a rischio le liberalizzazioni e la concorrenza e aumenta i costi per le imprese.

"Il Professor Alpa, presidente del Consiglio Nazionale Forense ha compiuto un capolavoro: schierare contro la riforma della professione forense i giovani avvocati, le associazioni di consumatori e tutte le associazioni imprenditoriali oltre all’Autorità Antitrust. Difficilmente la stessa cosa è mai riuscita in questi anni ai vari ministri che si sono succeduti al dicastero della giustizia". È questo il commento di Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che contesta soprattutto il fatto che l’ipotesi di riforma monopolizza la competenza in materia di conciliazione limitandola ai soli avvocati, ignorando di fatto i risultati compiuti in questi anni dalla conciliazione grazie alla quale sono stati risolti oltre 100mila casi in tutti i settori: dalle banche alla telefonia, dall’energia ai servizi postali. "Al professor Alpa – conclude MDC – non rimane ora che un atto dovuto: dimettersi dal ruolo di presidente del Consiglio Nazionale Forense".

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