GIUSTIZIA. Riforma forense, appello di studenti e avvocati praticanti contro il progetto di legge

Studenti universitari e giovani praticanti avvocati scendono in campo contro la riforma forense presentata dal Consiglio Nazionale Forense. Comitati di studenti delle principali università italiane e comitati spontanei di praticanti avvocati lanciano un appello alla Commissione Giustizia della Camera, affinché non faccia passare un progetto di riforma che inasprisce le regole d’accesso alla professione forense e risponde soltanto alla casta degli avvocati, danneggiando la collettività.

Nell’appello si ricorda che l’Italia non cresce poiché la sua libertà economica regredisce, come dimostra il rapporto "2011 Index of economic freedom" che colloca l’Italia all’87° posto su 183 nazioni (nel 2010 era al 74° posto e nel 2008 al 64°). La riforma del CNF vuole alzare le barriere d’accesso alla professione per ridurre il numero dei nuovi avvocati, penalizzando chi cerca spazi nel mondo del lavoro e andando contro le raccomandazioni dell’Europa. Il 7 giugno 2011, infatti, il Consiglio dell’Unione Europea ha chiesto al nostro Paese di adottare nel biennio 2011-2012 una serie di provvedimenti tra cui l’apertura ad una maggiore concorrenza nei servizi professionali.

Il progetto di riforma italiano, invece, prevede il divieto di utilizzare nelle prove scritte d’esame i codici commentati con la giurisprudenza, che sono da sempre lo strumento di consultazione normativa a disposizione dei candidati. "Vietarlo – si legge nell’appello – snatura la stessa prova d’esame, dal taglio necessariamente pratico, e la dirotta verso un nozionismo teorico che non ha alcun senso rispetto all’esercizio della professione". Gli studenti ricordano che già oggi l’esame di stato per diventare avvocato rappresenta una barriera che meno del 30% dei candidati riesce in media a superare. Si invitano i deputati ad approfondire il meccanismo dell’esame di stato per vedere quanto esso sia già oscuro, atto ad escludere il maggior numero di nuovi concorrenti, al di fuori di qualsiasi logica di controllo. L’appello degli studenti si conclude così: "Non è il momento per accontentare la casta degli onorevoli avvocati. Il Paese è allo stremo e non può essere deluso o tradito".

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