GIUSTIZIA. Riforma ordinamento, penalisti annunciano nuovo sciopero

L’Unione delle Camere Penali ha proclamato un nuovo sciopero di sei giorni, dal 16 al 21 luglio, "per denunciare al Paese il tradimento dei valori costituzionali" e "di fronte alla protervia di chi vuole conservare l’esistente e di impedire una riforma democratica dell’ordinamento giudiziario e mortifica l’Avvocatura". Già da ieri e fino a giovedì, i penalisti si stanno astenendo dalle udienze, sempre contro il testo di riforma dell’ordinamento giudiziario, la cui votazione finale è prevista per la fine della settimana prossima.

Intanto, l’Associazione Nazionale Praticanti e Avvocati – Giovani Legali Italiani comunica di non condividere l’ennesimo sciopero della categoria: "Secondo i nostri calcoli – dicono in una nota -, se si cumulano aritmeticamente tutti i giorni di sciopero proclamati nell’ultimo anno dalle diverse componenti dell’ Avvocatura, si giunge all’incredibile numero complessivo di più di 30 giorni di astensione". In particolare, l’Anpa si riferisce agli scioperi voluti dagli Avvocati Cassazionisti contro il DL Bersani sulle liberalizzazioni dello scorso anno, nonché di quelli voluti dagli 8.500 iscritti all’Unione Camere Penali Italiane di quest’anno.

"Suonano quasi ipocrite – dicono i giovani avvocati – sia le lamentazioni di una parte della Avvocatura circa l’eccessiva durata dei processi, sia le contestuali attribuzioni della responsabilità di tutto ciò alla Magistratura, quando invece una miriade di scioperi di una parte della classe forense, come quelli dell’ultimo anno, hanno contribuito in maniera pesante ai rinvii delle udienze processuali. Ci chiediamo – concludono – che fine abbia fatto la giusta proposta ,di qualche mese fa, della Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi essenziali che avrebbe regolamentato gli scioperi degli avvocati in modo da gravare in minore misura sui cittadini".

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