GIUSTIZIA. Riforma professioni, Consumatori contro i tentativi del Governo

La riforma delle professioni e degli ordini continua a far discutere. "Stiamo assistendo ad un dibattito per definire soluzioni alla questione delle professioni che ricorda molto la rivendicazione di diritti e privilegi delle corporazioni medioevali più che del terzo millennio." E’ quanto dichiara Rosario Trefiletti, Presidente di Federconsumatori che sottolinea come il mercato sia cambiato rispetto al 1200: oggi ci sono istituzioni come l’Antitrust; i cittadini sono meno sprovveduti e dispongono di associazioni di tutela; vi sono autoregolamentazioni con codici deontologici e, non dimentichiamo, siamo inseriti in un contesto europeo.

Invece, secondo Trefiletti il Governo "guarda al medioevo, cercando di cancellare le innovative norme introdotte dalle liberalizzazioni Bersani, che avevano il pregio di inserire elementi di concorrenza e trasparenza". "Estremamente grave – precisa il Presidente di Federconsumatori – è il tentativo di reintrodurre l’obbligatorietà di tariffari minimi, abolire la pubblicità, considerata sconveniente e rendere maggiormente difficile l’accesso alla professione, anche attraverso obsoleti strumenti quali gli esami di Stato. Da tali provvedimenti emerge con chiarezza la volontà del Governo di favorire gli interessi delle lobbies professionali, a discapito dei cittadini e di giovani avvocati, ingegneri, eccetera, introducendo ulteriori barriere all’ingresso".

Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino, dichiara: "Alfano ascolta tutti…tranne i cittadini-consumatori. E’ davvero singolare che il ministro stia procedendo ad una riforma che dovrebbe modernizzare le professioni e aprirle al mercato ma non si preoccupa di ascoltare il punto di vista degli utenti dei servizi offerti dai professionisti. Praticamente si stanno demolendo quei primi tentativi di liberalizzazione voluti da Bersani, tornando indietro sulle tariffe minime, chiudendo la porta in faccia ai giovani e ricostituendo robuste barriere all’entrata".

"Con buona pace delle affermazioni liberali del premier, di Tremonti e di Alfano – conclude Longo – si sta ricostituendo un sistema di corporazioni chiuse che confermano i privilegi di qualche migliaio di professionisti, spesso evasori fiscali, danneggiando la massa dei cittadini e dei giovani professionisti stessi".

 

 

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